Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Reddito di cittadinanza: da Caltanissetta a Milazzo, scovate e denunciate 77 persone





















MILAZZO, PERCEPIVANO INDEBITAMENTE IL REDDITO DI CITTADINANZA. 4 PERSONE DENUNCIATE DAI CARABINIERI. A Caltanissetta scoperti 73 indebiti percettori del reddito di cittadinanza. Truffa di circa 500 mila euro 

Messina e Caltanissetta, 24 gennaio 2024 - Incassavano il reddito di cittadinanza senza averne diritto, è quanto emerso dall’attività investigativa dei Carabinieri della Stazione di Milazzo (ME) che, attraverso uno screening effettuato sui percettori del sussidio residenti nel comune mamertino, hanno scovato e 
denunciato 4 persone di età compresa tra i 35 ed i 51 anni, tutti noti alle Forze dell’Ordine, ritenute responsabili del reato di truffa aggravata e falsità ideologica. 
Dalle verifiche è risultato che i quattro percettori, nell’ultimo decennio, avevano riportato – a vario titolo - condanne definitive per reati contro il patrimonio e contro la persona, nonché per traffico illecito di stupefacenti e, pertanto, non erano in possesso dei requisiti per ottenere il beneficio, indebitamente riscosso.

I Carabinieri hanno accertato che l’I.N.P.S., ente che eroga il beneficio, ha corrisposto, nel periodo compreso tra marzo 2022 e ottobre 2023, la somma di oltre 25.000 euro in favore dei quattro indagati. Quanto emerso dalle verifiche è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata dal Dr. Giuseppe Verzera, ed ai competenti uffici per attivare la procedura di recupero delle somme indebitamente percepite. 
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Prosegue l’azione della Guardia di Finanza di Caltanissetta a tutela della spesa pubblica, volta a prevenire e contrastare l’indebita percezione delle risorse erogate dagli Enti Previdenziali a sostegno del reddito.

L’attività investigativa portata avanti dai finanzieri del Gruppo di Gela ha consentito di individuare e deferire alla locale Procura della Repubblica 73 soggetti, per i quali vale la presunzione di innocenza, residenti principalmente nei Comuni di Gela e Niscemi, che hanno richiesto e indebitamente percepito il reddito di cittadinanza.

I controlli nel tempo svolti, hanno permesso di rilevare diverse irregolarità e falsità attestate nelle richieste rivolte all’INPS. In particolare, tra i soggetti denunciati risultano extracomunitari privi del requisito di permanenza minimo nel territorio dello Stato, pari a 10 anni, cittadini dichiaratisi disoccupati, ma che in realtà lavoravano “in nero”, e soggetti con precedenti penali, anche in materia di criminalità organizzata.

Le indagini svolte, che hanno riguardato il monitoraggio di somme erogate per complessivi 874.574,00 euro, si sono concluse con la quantificazione di somme indebitamente percepite per un totale di circa mezzo milione di euro e la relativa segnalazione all’Istituto Previdenziale preposto all’erogazione del sussidio, che ha provveduto al blocco di ulteriori importi indebitamente richiesti per circa 400.000 euro.

Gli odierni risultati testimoniano il costante impegno della Guardia di Finanza a presidio della corretta destinazione delle risorse pubbliche, affinché vengano realmente destinate ai soggetti aventi diritto e utilmente impiegate per contrastare la povertà.

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