Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Memorie ritrovate: in esposizione a Paternò il patrimonio archeologico restituito

Dai magazzini della Soprintendenza di Catania alle aule del liceo de Sanctis di Paternò. Memorie ritrovate: il primo percorso interculturale siciliano di legalità archeologica. Lunedì 29 Aprile – ore 11 -  Liceo  liceo statale “Francesco de Sanctis” in via Fogazzaro 18 a Paternò.

26/04/2024 - “E’ un evento importante e di rilevante interesse didattico culturale che vede la Scuola protagonista, che si trasforma, per un momento in Museo, in quanto per la prima volta 55 reperti archeologici scelti tra gli oltre 200 facenti parte di una raccolta privata sono stati messi a disposizione dalla Soprintendenza di Catania per essere presentati nel percorso espositivo allestito all'interno del Liceo”.  Lo ha annunciato Irene Donatella Aprile, Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Catania.

Lunedì 29 Aprile, per la prima volta in assoluto, verranno mostrati 55 reperti archeologici risalenti al VI – VII secolo a.C. e per questa esposizione, sarà una scuola a trasformarsi in Museo. E’ l’archeologia che va in mezzo ai giovani. Un patrimonio archeologico che sembrava perduto, ora invece sarà in esposizione per la prima volta!

“ Come Archeoclub D’Italia, siamo orgogliosi di questo lavoro, di restituzione alla comunità scolastica  - ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia - e quindi ai possibili fruitori come i docenti, i genitori, gli stessi studenti e i cittadini di un patrimonio che sembrava perduto. Cogliamo il senso del progetto e la sua ricaduta sul piano culturale, didattico, educativo e turistico; ne cogliamo il valore e la portata in ambito regionale e nazionale”.

Parte da Paternò il progetto Memorie ritrovate con in esposizione il patrimonio archeologico restituito alla comunità, a tutta la società.

“Parte da Paternò una rivoluzione nel segno della cooperazione culturale. Si chiama Memorie ritrovate ed è una mostra unica nel suo genere perché porta per la prima volta in una scuola siciliana – luogo simbolo di educazione e crescita culturale – i beni archeologici restituiti alla Soprintendenza di Catania nel 2019 grazie all’Archeoclub d’Italia e conservati nei suoi depositi – ha annunciato Francesco Finocchiaro Consigliere Nazionale dell’Archeoclub D’Italia -  frutto di un ritrovamento casuale. Il progetto è primo in Italia insieme al Liceo Tasso di Roma.

L’ inaugurazione avverrà  lunedì 29 aprile alle ore 11.00 nell’aula magna del liceo statale “Francesco de Sanctis” in via Fogazzaro 18 a Paternò”.

La scuola diventa museo dell’identità culturale.

“La scuola, dunque anche come memoria dell’identità culturale e anche museo del patrimonio culturale. Sarà, infatti, il patrimonio appartenente alla nostra storia ad andare verso i ragazzi e non viceversa.

E’ stato infatti grazie a un lavoro sinergico tra la Soprintendenza ai Beni culturali di Catania e l’associazione Archeoclub d’Italia con la sua sede di Ibla Major di Paternò, che si è giunti all’esposizione tra le aule del liceo statale De Sanctis di Paternò. Un lavoro condotto dai soci dell’associazione – ha continuato Fionocchiaro - gli avvocati Paolo Di Caro e Carmelo Tirenna, insieme al funzionario della sezione archeologica dottoressa Michela Ursino. Scopo primario dell’operazione è quello direstituire al territorio, e dunque alla collettività, il patrimonio disseminato nelle tante raccolte private o nei depositi dei musei evidenziando la necessità di rendere fruibili questi beni e continuare a sostenere il lavoro delle forze dell’ordine, impegnate ogni giorno nella lotta contro i ladri di memoria”. 

Tutto parte dalla Carta di Catania, innovazione normativa, oggi esportata a livello nazionale e grazie alla quale le Soprintendenze stanno iniziando a far conoscere un patrimonio archeologico mai esposto! Il progetto è stato finanziato dall’Ars e dall’assessorato regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, con il patrocinio della Fondazione Federico II e dell’Archeolcub d’Italia. La mostra sarà visitabile dal 29 aprile al 31 maggio 2024”.

Commenti