Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Qualità della vita: soddisatti di vivere nella propria città meno dell’81,3% a Messina, Palermo, Catania e Reggio di Calabria. A Taranto meno del 47,8%

Istat. La soddisfazione di vivere nella propria città. I dati dell’indagine Quality of life in European cities rivelano una soddisfazione diffusa per la città nella quale si vive. Le 26 città italiane si caratterizzano per una spiccata eterogeneità e per la presenza di percentuali relativamente più basse di persone soddisfatte. 

04/06/2024 - La percentuale media dei soddisfatti di vivere nella propria città in Italia (pari a 79,5) risulta inferiore di circa 10 punti rispetto a quella nelle altre città europee (88,4). Le percentuali di persone complessivamente soddisfatte di vivere nella propria città oscillano tra il minimo del 47,8% registrato a Taranto e il massimo del 95,4% di Trento (che presenta valori simili a Groninga, nei Paesi Bassi, e a Copenaghen). Un sottogruppo di città italiane, con percentuali elevate di persone soddisfatte per la dimensione urbana della loro vita (superiori all’81,3%), risulta maggiormente allineato alle | 3 altre città europee, mentre un altro sottogruppo, meno numeroso, presenta valori inferiori all’81,3%. 
Tra le città italiane con percentuali più alte (superiori al 90%) di persone che si considerano molto o abbastanza soddisfatte di vivere nella propria città troviamo Trento, Trieste, Cagliari, Bergamo, Brescia, Bolzano/Bozen. 

Queste percentuali sono simili a quelle di varie città dell’Europa del Nord e di molte città afferenti sia all’Europa occidentale che all’Europa dell’Est, dove si registrano livelli mediamente alti di soddisfazione. Percentuali poco più basse di persone soddisfatte per la propria città (fra l’81,3% e l’87%) sono registrate a Bologna, Perugia, Firenze, Milano, Genova, Pescara, Torino e Bari (valori simili si riscontrano a Barcellona, Berlino, Budapest e Bruxelles), mentre percentuali inferiori all’81,3% caratterizzano Venezia, Sassari, Roma, Messina, Napoli, Palermo, Catania, Reggio di Calabria e Taranto. 

Le percentuali più basse si riferiscono a città del Sud Italia, ad Atene e alla città ungherese di Miskolc. In generale, la soddisfazione per la propria città e per il proprio quartiere sono coerenti tra loro e variano di pochi punti percentuali. Si osservano tuttavia casi in cui si è maggiormente soddisfatti della propria città rispetto al proprio quartiere (come nelle città del Nord Europa e in molte città tedesche) e, al contrario, casi in cui si è più soddisfatti del proprio quartiere che della propria città. 

Quest’ultima tendenza si rileva in varie città italiane, tra cui Roma, Venezia, Palermo e Catania, e in città come Madrid, Parigi, Marsiglia e Atene. Lo scarto maggiore in favore del quartiere si osserva a Reggio di Calabria (dove la differenza tra la percentuale di soddisfatti per la vita nella città e nel quartiere è di -12,7%) e a Taranto (-20,2%).

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