Salute della donna. A Palermo la prima clinica dedicata alla salute femminile, dalla vulvodinia, all’endometriosi, ai disturbi della menopausa

A Palermo apre Weda: la prima clinica dedicata alla salute femminile. Dalla vulvodinia, all’endometriosi, passando per il dolore pelvico cronico e i disturbi legati alla menopausa: un team di esperti che lavora in modo coordinato per una risposta concreta sulla salute della donna. Palermo, 8 giugno 2026 – Apre a Palermo Weda , il primo ecosistema sanitario italiano dedicato alla salute femminile che integra prevenzione, diagnosi e cura in un unico percorso strutturato. Con l’apertura della nuova sede, in via Tommaso Gargallo, 49, la città accoglie un centro specializzato pensato per offrire alle donne un punto di riferimento clinico dedicato, con un modello di presa in carico innovativo e interdisciplinare. La salute femminile rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide dei sistemi sanitari contemporanei. Nonostante i progressi della medicina, molte donne continuano a confrontarsi con diagnosi tardive, percorsi di cura frammentati e una scarsa integrazione tra specialisti. Pato...

Ritardi nella fornitura di ausili e presidi a disabili gravi e malati terminali, chiesto l'intervento di Procura e Prefettura

Asp di Siracusa. Ritardi nella fornitura di ausili e presidi a disabili gravi e malati terminali, Fsi-Usae chiede l'intervento di Procura, Prefettura e Regione siciliana 

Siracusa, 8 giugno 2026 - Asp di Siracusa e ritardi nella fornitura di ausili e presidi a disabili gravi e malati terminali, il segretario territoriale di Fsi-Usae di Siracusa, Renzo Spada, chiede l’intervento di Procura, Prefettura e Regione siciliana.

 

In particolare, il sindacato chiede formalmente: “l'immediato intervento della Prefettura di Siracusa affinché venga monitorata la situazione e siano adottate tutte le iniziative istituzionali necessarie a tutela dei cittadini coinvolti - spiega Renzo Spada - il coinvolgimento dell'assessorato regionale della Salute per l'avvio di verifiche ispettive e amministrative sulle criticità segnalate e, infine, la trasmissione della documentazione agli organi competenti, compresa la Procura della Repubblica, affinché vengano effettuati tutti gli accertamenti ritenuti opportuni sui fatti denunciati e sulle eventuali responsabilità che dovessero emergere”.

 

Il segretario territoriale di Fsi-Usae di Siracusa aveva già denunciato pubblicamente “una situazione che desta profonda preoccupazione sotto il profilo sanitario, sociale e umano - rileva Renzo Spada - riguardante i gravi ritardi registrati, all’Asp di Siracusa, nell'ambito della Medicina Riabilitativa e nella gestione delle procedure di autorizzazione e consegna di ausili e presidi indispensabili per persone con disabilità grave e gravissima, invalidi civili e malati terminali. Le numerose segnalazioni pervenute evidenziano infatti tempi di attesa incompatibili con le condizioni cliniche degli utenti interessati, costretti ad affrontare lungaggini burocratiche per ottenere carrozzine, supporti ortopedici, dispositivi per la mobilità e altri strumenti essenziali per la sopravvivenza, l'autonomia personale e la dignità della vita quotidiana. Si tratta di cittadini particolarmente fragili, per i quali ogni ritardo può determinare un aggravamento delle condizioni di salute, una compromissione della qualità della vita e un pesante carico assistenziale sulle famiglie”. 

 

Per questo la Fsi-Usae ritiene necessario “che vengano accertate le cause di tali ritardi, verificando eventuali criticità organizzative, carenze di personale, disfunzioni procedurali o altre problematiche che possano incidere sull'effettiva erogazione delle prestazioni dovute ai cittadini e comunica - ancora Renzo Spada - di essere in possesso di documentazione, segnalazioni e riscontri che saranno messi a disposizione delle autorità competenti per consentire una puntuale ricostruzione dei fatti. La tutela della salute rappresenta un diritto costituzionalmente garantito e non può subire ritardi quando a essere coinvolti sono cittadini fragili, persone non autosufficienti e malati terminali”. 

 

Renzo Spada conclude: "Non possiamo più assistere in silenzio a una situazione che rischia di trasformare un diritto garantito dalla legge in un percorso a ostacoli per chi vive già condizioni di estrema sofferenza. Quando un malato terminale o una persona con gravissima disabilità sono costretti ad attendere mesi per un presidio indispensabile, non siamo più di fronte a una semplice inefficienza amministrativa ma a una problematica che merita l'immediata attenzione delle istituzioni competenti. La Fsi-Usae continuerà a vigilare e a sostenere ogni iniziativa utile affinché venga assicurata piena tutela ai diritti dei pazienti e delle loro famiglie, riservandosi ulteriori azioni nelle sedi competenti qualora le criticità denunciate dovessero permanere”.

Commenti