“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

CASSAZIONE: ARRESTATE EINSTEIN, FARE LA LINGUACCIA È REATO

Lo ha deciso la Cassazione confermando la condanna a un contadino marchigiano
Durante una lite aveva fatto una smorfia al vicino che lo ha fotografato e ora sarà risarcito. Fare la linguaccia è un'ingiuria incide sull'onore ed è reato

ROMA, 27/12/2009 - Fare sberleffi, smorfie e linguacce è reato e può costare una condanna per ingiuria. Lo afferma la Cassazione che ha confermato la condanna
al risarcimento dei danni nei confronti di un agricoltore marchigiano che era entrato nel campo del vicino, con il quale aveva frequenti litigi, e gli aveva fatto la linguaccia. L'altro lo aveva fotografato e con l'immagine dello sberleffo in mano era andato a denunciarlo al giudice di pace di Fabriano (Ancona).

Carlo O., 41 anni, era stato assolto dal reato di "ingresso abusivo nell'altrui fondo", e condannato invece per ingiuria, "commessa non verbalmente ma mediante una smorfia del volto, e fotografata dalla persona offesa". L'imputato, quindi, si era rivolto alla Suprema Corte sostenendo che il suo gesto era solo una smorfia che non aveva alcun valore offensivo. Ma la Cassazione - con la sentenza 48306 - gli ha dato torto e ha convalidato la decisione emessa, il 13 febbraio 2008, dal giudice di pace.


Adesso Carlo O. dovrà risarcire il vicino per avergli mostrato la lingua. Secondo piazza Cavour infatti la semplice smorfia è "idonea a incidere sul decoro e sull'onore della vittima" e dunque si ha diritto anche al risarcimento dei danni, la cui entità sarà decisa nel corso di una causa civile. Intanto l'imputato si tiene la condanna per il reato di ingiuria e dovrà inoltre sborsare 1.300 euro per le spese processuali sostenute dall'avversario.
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Fonte: “Co.I.S.P.-
Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia”

Commenti

  1. mi sembra una cosa ingiusta di perdere così tanto tempo per una decisione inutile.
    La cassazione si dovrebbe poi occupare d' altro: della mafia, dei reati, degli omicidi

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