Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MILAZZO: DOPO UNA COLLUTTAZIONE NELLE ACQUE DEL TORRENTE CON I CARABINIERI, FINISCONO IN MANETTE DUE MESSINESI

Milazzo, 28 gennaio 2010 - Nell’ambito di una campagna di prevenzione dei reati finalizzata al contrasto dei reati contro il patrimonio, questa notte, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Milazzo hanno arrestato due giovani messinesi in quanto responsabili a vario titolo di furto aggravato, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. La gazzella dell’Arma, che stava effettuando un controllo finalizzato proprio a prevenire i reati contro il patrimonio, notava lungo la SS 113
all’altezza della frazione Scala Torregrotta, un veicolo FIAT Fiorino con due
soggetti a bordo che si comportavano in maniera sospetta.I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, al fine di fugare ogni dubbio, dopo avere raggiunto il mezzo, che come detto era in transito su quel tratto di Strada Statale, intimavano l’ALT al conducente che però, per tutta risposta, accelerava la marcia intraprendendo una rocambolesca fuga.
Nel corso dell’inseguimento, i Carabinieri, che avevano fornito il numero di targa del mezzo alla Centrale Operativa della Compagnia di Milazzo, apprendevano che lo stesso era stato asportato poco prima ai danni di un cittadino dimorante nel capoluogo peloritano.

L’inseguimento, che si protraeva per diversi chilometri, si concludeva sulle rive del torrente Niceto, dove i due fuggiaschi, essendo il corso d’acqua in piena a seguito delle abbondanti piogge, abbandonavano il mezzo proseguendo a piedi la fuga in opposte direzioni.
In particolare, uno dei malfattori, poi identificato in LANFRANCHI Rocco, nato a Messina cl. 1989, manovale, si lanciava nel torrente in piena seguito da uno dei Carabinieri che, dopo una colluttazione nelle gelide acque, riusciva ad avere la meglio bloccando il giovane traendolo in arresto.
Nel corso della perquisizione personale eseguita nell’immediatezza, i Carabinieri rinvenivano addosso al LANFRANCHI Rocco un arnese da scasso che veniva sottoposto a sequestro.
Intanto, atteso che l’altro giovane era risuscito a fare perdere le proprie tracce allontanandosi nell’oscurità, i Carabinieri diramavano sempre tramite la Centrale Operativa di Milazzo, la descrizione del correo, che poco dopo veniva braccato da una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Pace del Mela che lo sorprendeva stremato sul ciglio di una strada interpoderale. Nella circostanza, il giovane veniva identificato in RANIERI Francesco, nato a Messina cl. 1981.

Gli accertamenti eseguiti successivamente sul mezzo FIAT Fiorino, consentivano ai Carabinieri di appurare che lo stesso era stato asportato proprio poche ore prima, in un villaggio della zona sud del capoluogo peloritano. Nel corso della perquisizione veicolare eseguita a bordo del FIAT Fiorino, i Carabinieri rinvenivano ulteriori arnesi da scasso che venivano sottoposti a sequestro.
A quel punto, LANFRANCHI Rocco e RANIERI Francesco venivano dichiarati in stato di arresto poiché responsabili a vario titolo di furto aggravato e lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale. Gli stessi venivano quindi accompagnati presso l’Istituto Penitenziario di Messina Gazzi a disposizione dell’A.G. competente.

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