Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

REGIONE: DIPENDENTE ARRESTATO, LA CHINNICI CHIEDE LA COSTITITUZIONE DI PARTE CIVILE

Palermo, 28 gennaio 2010 - L’assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Caterina Chinnici, ha inoltrato alla Giunta la richiesta di costituzione di parte civile della Regione per il risarcimento del danno all’immagine, nel procedimento penale a carico del funzionario della motorizzazione civile di Palermo, Antonino Nobile, arrestato, lo scorso
15 maggio, in flagranza di reato, per corruzione.

L’episodio ha avuto grande clamore sui mass media, visto che le indagini svolte erano supportate da filmati che ritraevano il dipendente regionale mentre intascava indebitamente somme di denaro da utenti della Motorizzazione.
Subito dopo l’arresto, l’amministrazione regionale, aveva avviato un procedimento disciplinare e aveva proceduto al licenziamento in tronco di Nobile, che successivamente era stato riammesso in servizio a seguito della decisione del Collegio arbitrale di disciplina. Proprio a seguito della riammissione in servizio, l’amministrazione, da un lato, aveva dato mandato all’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo di impugnare il provvedimento di reintegro davanti alla Corte d’appello e, dall’altro, disposizione agli uffici di procedere alla sospensione del dipendente dal servizio, fino alla conclusione del procedimento penale.

fdp

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