Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

TREVISO: INSULTATA UNA PICCOLINA DOWN

28/01/2010 - Accade a Treviso domenica scorsa in pizzeria: accade ad una famiglia con 4 bambine dai tre ai cinque anni, quella che per tutti noi è una normale serata
fuori.

Le cose che diamo per scontato come la fortuna di avere figli "normali". Fortuna che non ha toccato questa famiglia in quanto una delle 4 bimbe è portatrice di handicap. Le bimbe giocano con dei pezzetti di carta alle dita (gioco di magia Gigino Gigetto) ; inavvertitamente un pezzetto di carta vola nel piatto di un signore del tavolo a fianco al loro. Chiamiamolo signore!
Il tipo si alza e dice: «Quando si hanno dei figli mongoli, è meglio restarsene
a casa».
E non solo il tipo era a cena anche lui con la sua famiglia , tra cui anche un
neonato; parliamo quindi di un padre!
Il padre della piccola offesa, sig. Luca, per rispetto proprio a sua figlia ed
evitare di trasformare la serata magica per lei in un trauma, non risponde, si
alza e va via.
Queste le sue dichiarazioni alla stampa:"spero che, con l'acculturarsi
progressivo della gente, di questi individui ne rimangano ancora pochi in
circolazione. Spero possano riflettere sulle loro miserie e su come
migliorarsi, in tempo per dare ai figli dei valori che non li costringano alla
paura, alla diffidenza, al deserto. Siamo usciti e, come sempre, ho abbracciato
forte la mia figlia più grande. A me - conclude - il suo handicap riempie il
cuore».
Non credo servano ulteriori commenti, ma azioni mirate ad evitare ancora
episodi simili.

Cristiana Zarneri

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