
Messina, 3 feb ‘10 – “Sono finiti anche i tempi supplementari. La nostra provincia vive oramai una situazione difficoltà estrema che la gente vive sulla propria pelle e se il 2009 è stato considerato l’annus horribilis della nostra provincia, il 2010 rischia di essere ancora peggio”. Così Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina,
commenta la situazione della provincia nel corso di una conferenza stampa a 360°.
- Lavoro: la crisi non è finita e la maggior parte delle aziende, in particolar modo le piccole e medie imprese, continuano a soffrire la congiuntura economica e per il 2010 hanno chiesto l’estensione non solo temporale ma anche relativa alle unità di personale agli ammortizzatori sociali attivati. Restano fuori dalla crisi le grande aziende del polo industriale di Milazzo, Duferdofin, Edipower e Raffineria.
In particolare la Cgil sottolinea l’assenza di svolte nelle vertenze-simbolo: la Rodriquez, dove la Cassa Integrazione attivata scadrà tra due mesi e nonostante le richieste di incontro formulate dai sindacati l’azienda ancora non ha dato risposte; il Bar della Stazione che continua a rimanere chiuso.
- Infrastrutture: pessima la condizione delle infrastrutture della provincia e irrisolti tutti i nodi, da quello di FS che prosegue- nonostante le rassicurazioni fatte dal ministro Matteoli al sindaco Buzzanca- alla vicenda del porto di Tremestieri dove il colpevole ritardo delle istituzioni ha determinato i gravi danni della scorsa settimana.
A Messina in particolare la Cgil ritiene gravissima la situazione di assoluto stallo relativa ai problemi chiave della città che dopo una anno e mezzo di sindaca tura Buzzanca restano come mummificati: Servizi sociali, ATM, Fiera, raccolta dei rifiuti (la differenziata?), Palazzo della Cultura.
- Messa in sicurezza del territorio: le risorse ad oggi individuate sono assolutamente insufficienti. Occorre intervenire sui diversi livelli di gestione: dal PAI al PRG al Piano paesaggistico.
- Legalità: come nuovamente ribadito all’apertura dell’anno giudiziario 2010,a Messina e provincia è elevatissima l’incidenza delle estorsioni con pesanti ricadute sui prezzi al consumo tanto che la nostra città continua ad essere la più “cara” d’Italia.
“I numeri parlano chiaro: la crisi non è finita anzi avanza- spiega Oceano-. Basti pensare che nel 2007 in tutta la Sicilia erano state esitate 157 domande per ricorso agli ammortizzatori in deroga. A novembre di quest’anno solo nella provincia di Messina siamo a 417 decreti. Da parte della politica abbiamo assistito solo a interventi episodici e scollegati, spesso in odore di clientelismo, e non all’adozione di una vera strategia per sostenere e rilanciare l’economia”.
La Cgil di Messina propone quindi l’apertura di una Tavolo permanente delle parti sociali al fine di elaborare politiche concrete e incisive.
Oceano conclude rilevando: “Guardando a Palermo e a Roma resta forte la sensazione che Messina continui ad essere solo terra di conquista, e in questo una grande responsabilità ricade in capo ai nostri politici”.
Nel corso della Conferenza stampa sono stati presentati i dati relativi al 3° Report sulla crisi elaborato dalla Cgil di Messina.
Esclusi i settori in crisi (turismo, florovivaismo), o che hanno registrato riduzioni di personale a causa di provvedimenti nazionali (Scuola, settore pulizie nelle strutture del ministero dell’Interno e della Difesa), che non possono essere accorpati alle aziende in crisi, dall’inizio del 2009 ad oggi sono complessivamente 69 le aziende che sono entrate in crisi e hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. Di queste, tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, ben 41 hanno fatto richiesta di estensione o proroga degli ammortizzatori sociali già accordati per l’anno passato.
Complessivamente 11 le aziende che dall’ultimo aggiornamento (fine settembre 2009, non reso pubblico a causa dei fatti collegati all’alluvione ), hanno fatto per la prima volta richiesta di ammortizzatori sociali. Di queste 3 sono aziende della zona di Giampilieri. (Ufficio stampa CGIL)
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