
(U.S.Cgil ME) – 25 feb. ‘10 – Prosegue la stagione congressuale della Cgil. Questa mattina all’Istituto diocesano Don Orione, si sino aperti i lavoro del Congresso della Funzione pubblica che si sono poi conclusi con la conferma di Clara Crocè alla guida della categoria.
“Una scelta simbolica quella del Don Orione- ha spiegato Clara Crocè, segretaria generale della Funzione pubblica di Messina - perché rappresenta bene il valore che la politica e i nostri amministratori riconoscono ai servizi sociali e ai bisogni dei cittadini”.
E proprio ai servizi sociali, Crocè ha dedicato una parte importante della sua relazione introduttiva evidenziando sia la mancata applicazione della 328 nella nostra provincia ma soprattutto le paradossali vicende messinesi.
“Dopo tanti annunci la montagna ha partorito il topolino – ha detto Crocè-. Durante l’ennesimo incontro, il sindaco ha nuovamente alzato le braccia dicendo che non ci sono risosre per il settore. E infatti si sono predisposti bandi a brevissimo termine che penalizzeranno utenza e lavoratori. Come quello del servizio di accompagnamento disabili della durata di soli 44 giorni”. Ma proprio sui servizi sociali Crocè torna a denunciare il problema del rapporto Enti appaltanti, Cooperative, lavoratori. “Nonostante gli impegni, il Comune non ha ritenuto di tutelare i lavoratori schierandosi così ancora una volta dalla parte delle cooperative spesso legate proprio alla politica”. La Funzione pubblica aveva infatti sollecitato l’inserimento nei nuovi bandi per i servizi sociali di clausole di penalizzazione/estromissione per quelle cooperative recidive che hanno l’abitudine di incassare i pagamenti dall’ente appaltante ma non versarli ai lavoratori che restano per mesi e mesi senza stipendio. Come nel caso di due vertenze oggi all’ordine del giorno: la cooperativa Futura e la Teseos. Crocè ha poi attaccato la Regione e il sistema degli Ato constatandone l’inequivocabile fallimento e sollecitando un cambiamento di direzione, “Che tuteli i cittadini che oggi pagano costi elevatissimi per un servizio inefficiente, i lavoratori che come nel caso dell’ATO 2 vivono in perenne incertezza, e la legalità troppo spesso aggirata”. Nella sua relazione Crocè ha toccato anche il tema “giustizia”, ricordando come proprio ieri il personale di settore abbia per l’ennesima volta manifestato per le inaccettabili condizioni di lavoro, carenza di risorse personale e materiale. Ma ha anche ricordato il caso della Casa circondariale di Gazzi dove i detenuti sono il doppio di quelli previsti.
Al Congresso erano presenti Michele Palazzotto, segretario generale della FP Sicilia; Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina e Alfredo Garzi, della segreteria nazionale della FP che ha concluso i lavori.
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non è per campanilismo che chiedo,Teodore Lamonica, che fine ha fatto?
RispondiEliminaRaffaele Ianniello