“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

Il magistrato Michele Prestipino a “Il rapporto tra mafia ed economia" all’Università Bicocca di Milano

Firenze, 24 marzo 2010 - “Il rapporto tra mafia ed economia. I costi economici e sociali della criminalità organizzata e dei colletti bianchi”. E’ questo il tema che verrà affrontato domani 25 marzo dalle 15,00 alle 17,30 presso l’Università Bicocca-Milano.
L’incontro fa parte del progetto organizzato da Avviso Pubblico, in collaborazione con il Gruppo 24 Ore, l’Università Bicocca-Milano; il Centro Studi “Saveria Antiochia, Omicron”; il patrocinio di Libera e il Gruppo Intesa Sanpaolo. Parteciperanno ai lavori Michele Prestipino, magistrato della DDA di Reggio Calabria (originario di Gioiosa Marea (Me), ndr); Francesco Greco, magistrato presso la Procura di Milano; Lino Busà presidente di SOS Impresa. A moderare i lavori sarà Raffaella Calandra, giornalista di Radio 24. Quello di domani è il terzo appuntamento che interessa l’Università di Bicocca-Milano. Il primo ha avuto per oggetto la storia delle mafie e il secondo ha studiato il rapporto tra mafia e politica.

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