Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

NIZZA, SARA’ CONSEGNATA AL MUSÈE INTERNATIONAL “ANATOLE JAKOVSKY” L’OPERA DEL MAESTRO ANTONINO MANCUSO FUOCO “LA MIETITURA”

22/03/2010 - Lunedì 29 marzo 2010 verrà consegnata al Musée International d'Art Naïf “Anatole Jakovsky” di Nizza (Côte d'Azur-Francia), l’opera di Antonino Mancuso Fuoco dal titolo: “La mietitura”, olio su tela (1987). Lo stesso Jakovsky ebbe modo di apprezzare l’arte di Mancuso; presente, infatti, nella commissione selezionatrice delle opere ammesse a partecipare alla Prima Biennale
nazionale d’Arte Naïve e Popolare, tenutasi a Palazzo Braschi di Roma dal 15 novembre al 31 dicembre 1975, scelse, unitamente agli altri esperti, una sua opera: “La tosatura siciliana”, 1974.

“Recentemente gli eredi di Antonino Mancuso Fuoco, artista naïf di Capizzi (Messina) già presente nel primo catalogo dei Naїfs Italiani (Torino, 1973), il cui patrimonio pittorico ammonta a circa milletrecento opere” – commenta Sergio Todesco, antropologo, nonché direttore del Museo Regionale silvo-pastorale di Mistretta – “hanno manifestato il loro interesse per la realizzazione di iniziative volte a valorizzare la memoria della figura paterna e della sua vicenda artistica ed esistenziale. A tale proposta la direzione del Museo ha prontamente aderito, elaborando un progetto relativo alla creazione di un eco-museo a Capizzi, strettamente collegato al museo mistrettese, con l’obiettivo di contribuire a far conoscere la peculiarità di tale produzione artistica, che ha avuto come soggetti i personaggi, gli ambiti culturali, le forme del lavoro e i contesti territoriali cui lo stesso Museo è dedicato, ossia le tradizioni agro e silvo-pastorali ed i loro storici protagonisti. Nella casa di Capizzi, opportunamente restaurata e rifunzionalizzata a contenitore museale, i visitatori potranno ammirare alcuni quadri originali e numerosi cimeli di famiglia dell’artista e saranno posti in grado, attraverso un articolato percorso multimediale, di compulsare l’intera sua produzione, visionabile su megaschermo collegato a una banca dati. Si ritiene che, attraverso tale iniziativa” – conclude Sergio Todesco – “potranno in futuro innescarsi processi di sviluppo e valorizzazione del territorio capitino, di cui la produzione artistica di Mancuso Fuoco, di grande pregnanza testimoniale, ha contribuito a delineare l’identità”.

Per l’oriundo capitino l’opportunità di lasciare espatriare, attraverso i suoi crepitanti colori, la cultura nebroidea; i suoi segni eterogenei si fondono con cromie “siciliote” e si assemblano in unità: è l’amore per la sua terra la radice prima dell’espressività mancusiana.

Un diaframma pigmentario lascia dialogare le forme nella ricomposizione intuitiva di spazi che ritaglia lasciando vibrare il pennello. Spessori ed intrighi materici, insistentemente carezzevoli, fanno delle sue opere un capolavoro d’arte senza confini, che aggredisce le sensazioni con smagliature e colori individuali. Il senso connettivo della sua spazialità è la naturalezza la quale trova giustificazione nell’istintivo e bruciante desiderio di scavare dei motivi carpiti dal cuore pulsante dell’estrosità che allaccia e slaccia a suo piacere in un opus naïf.

Ambizioso artisticamente, denuncia attraverso la sua espressività visiva il conformismo artistico, mettendo in evidenza il talento tsunamico manifestato mediante una pittura a volte dai pigmenti anche marcati ma che porta l’osservatore ad un passo dalle sue opere; come dire, tutti i colori del mondo e tutto il mondo in un colore, quello dell’amata Sicilia, che sciaborda, incandescente, dai sensi in intime emozioni.

Foto: il pittore Antonino Mancuso Fuoco e il dipinto “La mietitura”

Commenti