Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

FIAT: LUMIA (PD), MARCHIONNE DICA LA VERITA’, FIAT STA DELOCALIZZANDO

Roma, 21 aprile 2010 – “È paradossale che Marchionne dichiari che le radici della fiat ‘sono e resteranno in Italia’ e allo stesso tempo decida di chiudere Termini Imerese. Marchionne dica la verità: la fiat vuole ridimensionare la sua presenza in Italia e delocalizzare la produzione laddove il costo
della manodopera è più basso e ha scelto di chiudere Termini Imerese perché sapeva che non avrebbe incontrato molte resistenze da parte di un governo che, in ogni occasione, sacrifica il Sud. D’altronde il comportamento dell’esecutivo è inequivocabile”. Lo afferma il senatore del Pd Giuseppe Lumia, commentando le dichiarazioni dell’ad della fiat, Sergio Marchionne, rese durante la presentazione del nuovo piano industriale dell’azienda torinese.


“Cosa ha fatto il governo – chiede Lumia – per persuadere la fiat a rimanere in Sicilia e scommettere così sui mercati del Mediterraneo? Come può un governo accettare solo l’idea che in Italia si producano poco più di un milione di automobili a fronte di una produzione totale di 6 milioni? Come può un governo accettare una quota così bassa che ci vede fanalino di coda dei Paesi industrializzati dove si producono automobili?

“Negli altri Paesi – conclude l’esponente del Pd – sono intervenuti direttamente i capi di governo. In Italia Berlusconi non ha mai mosso un dito. Il governo ha fatto semplicemente da notaio”.

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