
Messina 07/04/2010 - “Come può una città che ancora piange le vittime di una tragedia climatica come quella del primo ottobre, decidere deliberatamente di non ascoltare i suggerimenti, le necessità e le perplessità dei propri cittadini, sacrificando il volere popolare e l’interesse pubblico al non più alto principio dell’emancipazione territoriale o presunta tale?”.
Nel corso del 2009, abbiamo assistito a diverse prese di posizione da parte dei diversi comitati nati per opporsi al mastodontico progetto, delle associazioni, del Consiglio della IV circoscrizione, dei sindacati e dei diversi rappresentanti istituzionali a tutti i livelli, che ha gran voce hanno urlato il proprio dissenso verso un progetto di riqualificazione, che dovrebbe dare priorità alle esigenze e volontà pubbliche più che a quelle private, per poter seriamente essere definito riqualificante per il Tirone.
Non stupisce quindi, che oggi le più alte rappresentanze di potere di questa città diano man forte alla realizzazione della STU-Tirone, d’altro canto la storia della gestione politica, amministrativa e progettuale della nostra città, è sotto gli occhi di tutti, con l’abominio di strutture ed opere inserite con violenza in un territorio sin troppo compromesso dalla discutibile gestione, che raramente ha rispecchiato le reali aspettative dei messinesi!
Ma la difesa e salvaguardia del territorio e dell’ambiente costituiscono un precetto che trova fondamento nel testo costituzionale e conseguentemente nell’ampia rubrica della legislazione di settore?
La risposta è ovvia, ma ciò che è meno chiaro, è capire se effettivamente esista o sia stato mai predisposto uno specifico studio comprovante le vulnerabilità sismiche della zona del Tirone, che tra l’altro rientra in categoria R4 (zona a grave rischio idrogeologico) come accertato dal PAI, con la dovuta microzonizzazione dell’area interessata, e quindi i rischi a cui, l’edificazione di questi moderni santuari edilizi, nell’attuale ipotesi progettuale, esporrebbe i cittadini messinesi, considerato inoltre, il continuo smottamento della sovrastante collina di Montepiselli, fortemente compromessa dal punto di vista ambientale.
Per quanto sopra, la decisione in occasione dell’inaugurazione dell’associazione e centro studi “Autonomia Popolare”, che si terrà domenica prossima nei locali siti nell’antico quartiere del Tirone, di lanciare la raccolta di firme per opporsi, in rappresentanza dei tanti cittadini dell’antico quartiere che contestano il progetto, a quest’ennesima violenza nei confronti del volere popolare, e quindi a questa riqualificazione non riqualificante per Messina ed il suo territorio!
Roberto Cerreti (Cons.Prov.) Nino Previti (Cons.Prov.)
Sebastiano Tamà (Cons.Com.) Piero Caliri (Cons. IV Circ.)
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