Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

PIANO PAESISTICO MESSINA: UN’ANCORA DI SALVEZZA PER LA CITTÀ, CHE SI VUOLE NEGARE UN’ALTRA VOLTA

Il Ponte e le mafie: uno spaccato di capitalismo reale
Messina, 16/04/2010 - Si assiste sempre più sconcertati all’assalto di ogni angolo di terra libera della città di Messina e quando si affacciano norme e strumenti utili per fermare la deregulation che ha colpito e continua a colpire, si elevano opposizioni che non si comprendono, come sta accadendo con il nuovo Piano Paesistico che vede forti ostilità anche
dagli stessi amministratori che pure invocano a volte, nuovi strumenti urbanistici pur di non proseguire sulla “cattiva strada” di questi anni. La Zona a Protezione Speciale è rimasta solo carta e null’altro, sotto il cui regime di tutela si è avuto un sacco edilizio e un proliferare di strade, sbancamenti, fiumare alterate e distrutte, senza precedenti, ora si vorrebbe pure osteggiare il Piano Paesistico!

Anche l’annuncio di nuove linee guida del PRG e un nuovo strumento, senza fermare ciò che continua ad accadere sotto gli occhi di tutti ogni giorno, provoca solo un’accelerazione del sacco del territorio, un perfetto “effetto annuncio” che nulla impedisce e da qui al 2011 tutto si vorrebbe ancora una volta stravolgere o e distruggere.

Basterebbe veramente poco per garantire l’occupazione senza – per farlo – ipotecare il futuro di tutti i cittadini che sono giorno dopo giorno costretti a domandarsi cosa accadrà alla prossima pioggia o terremoto: recuperare l’esistente, riqualificare il territorio ferito, verificare la staticità degli edifici, sottovalutata e pertanto ancor più pericolosa in caso di sisma. L’assessore allo sviluppo, Scoglio, parla di territorio “ingessato”, dimenticando però che sta riferendosi ad un territorio gravemente ferito in ogni suo angolo e il minimo che si possa fare è fermare l’assalto che tutti criticano ma che nessuno ha impedito realmente, salvo pochi uffici e poche persone in diversi ruoli.

Fermarsi, accettare il piano paesistico senza ostruzionismo e opposizione, fare la Valutazione di incidenza non su singole opere, molte delle quali non ne avrebbero neanche bisogno, ma sul complesso dell’intera variante urbanistica e relativi piani di ogni genere, effettuare anche la VAS, dimenticata da tutti, renderebbe questa città meno pericolosa e certamente più vivibile.

NON SI PUÒ CONTINUARE A COSTRUIRE OVUNQUE, INCREMENTANDO ESPONENZIALMENTE IL PERICOLO PER LA PUBBLICA INCOLUMITÀ.

Ben venga inoltre un nuovo passaggio a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera ponte, VIA già esitata ma ampiamente contestata nel 2003 con ben 250 pagine di osservazioni delle associazioni ambientaliste, risultata fortemente carente e contraddittoria.
Molti forse dimenticano che il ponte non sarebbe solo due piloni e un viadotto poggiati dall’alto, ma decine di cantieri, piste di servizio, sbancamenti, siti di deposito temporaneo e definitivo, via vai di mezzi da e per i cantieri, che certo non incrementano la vivibilità né la sicurezza.

Opera che drena ingenti soldi pubblici mentre le necessità di Messina e non solo, sono ben altre e certamente più serie e necessarie di un ponte che gli ambientalisti e gran parte dei cittadini ritengono inutile, antieconomico e devastante.
Tutta l’amministrazione – nessuno escluso - farebbe bene a cogliere l’occasione d’oro del piano paesistico, ottemperando anche agli obblighi di legge dello ZPS e fermare lo scempio del territorio, una volta per tutte, prima che sia troppo tardi.

Per informazioni:
WWF SICILIA

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