
28/04/2010 - Un'operazione di polizia è in corso a Rosarno, in Calabria, dove la DIA, Direzione nazionale Antimafia, sta eseguendo ordini di carcerazione nei confronti di circa 40 persone affiliate alla cosca Pesce. La DIA inoltre sta eseguendo il sequestro di beni, tra società, conti correnti, immobili ed altro, per un ammontare di circa 10 milioni di euro, riconducibili alla cosa Pesce e ai suoi affiliati.
Il reato contestato alle persone coinvolte e' di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata, ad omicidi, estorsioni e traffico di droga.
Sono finiti in carcere: Giuseppe Pesce (56 anni, chiamato 'Pecora), Vincenzo Pecora (51 anni, noto come 'U Pacciò o 'U Mbriacunè), Francesco Pesce (31), Rocco Pesce (26), Francesco Pesce (23), Rocco Palaia (38), Giuseppe Filardo (42 anni, conosciuto come 'Fifiò), Antonino Tirintino (51), Giuseppe Di Marte (54), Francesco Giovinazzo (30), Antonio Zangari (29), Alberto Petullà (50), Yuri Odierna (32 anni, nato a Milano), Marco Bassolamento (41 anni, nato a Milano), Rocco Carbone, 25), Claudio D'Agostino (25), Franco Rao (46 anni, detto 'u puffù), Rocco Rao (49), Rocco Giovinazzo (64), Antonio Arena (45), Domenico Varrà (56), Domenico Fortugno (29), Marop Ferrato (61). Le donne fermate sono: Angela Ferraro (47), Giuseppina Pesce (31), Marina Pesce (28), Maria Grazia Messina (68), Maria Stanganelli (23), Elvira Moubarakchina (34 anni, di nazionalità russa). Risultano irreperibili: Francesco Pesce (32 anni, 'Testunì), Marcello Pesce (46 anni, 'Ballerinò), Roberto Matalone (33), Giuseppe Pesce (30), Francesco Di Marte (47anni, è stato localizzato all'estero), Claudio Lucia (45 anni, nato a Como), Giovanni Romano (40 anni, nato a Bari), Domenico Sibio (32), Domenico Arena (56), Domenico Leotta (50).
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C'è anche il presidente della squadra di calcio della Rosarnese, Domenico Varrà, di 56 anni, tra le persone fermate. Dalle indagini è emerso che la Rosarnese, che milita nell'Interregionale, sarebbe stata sotto il diretto controllo della cosca Pesce, un esponente della quale, Francesco Pesce, figlio del boss Antonino, sfuggito all'arresto nell'operazione della scorsa notte, era presidente onorario della società.
Ci sono anche sette donne tra le 40 persone presunte affiliate alla cosca Pesce di Rosarno. Secondo quanto è emerso dalle indagini, il ruolo delle donne nella gestione degli affari della cosca Pesce sarebbe stato molto attivo e si sarebbe concretizzato, in particolare, nel reimpiego dei proventi delle attività illecite gestite dalla cosca, in particolare estorsioni e traffico di droga. Reimpiego che si sarebbe sostanziato, secondo quanto riferito dagli investigatori, nell'acquisizione di consistenti proprietà immobiliari che venivano intestate fittiziamente a prestanome.
Radio sequestrata, mandava messaggi per boss. C'è anche una radio privata, Radio Olimpia, tra i beni sequestrati a Rosarno. Dall'indagine è emerso, infatti, che l'emittente radiofonica veniva utilizzata per mandare messaggi in codice ai boss della cosca Pesce rinchiusi in carcere. La programmazione dell'emittente, hanno riferito magistrati ed investigatori, rispondeva perfettamente all'esigenza di trasmettere messaggi cifrati, attraverso la scelta di determinati brani musicali che di volta in volta rappresentavano un sì o un no alle disposizioni che i capi della cosca impartivano dal carcere attraverso i colloqui con i familiari.
Il Messaggero.it
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Gli uomini dello Stato avevano arrestato ieri nella zona pedemontana di Reggio Calabria. Tegano, la cui famiglia e' storicamente legata ai De Stefano, era ricercato dal 1993 per omicidi, associazione mafiosa e altri reati.
Deve scontare la pena dell'ergastolo. Dal 1995 le ricerche erano state diramate anche in campo internazionale, per l'arresto ai fini estradizionali.
Giovanni Tegano di 70 anni e' ritenuto dagli investigatori un boss di "alto spessore della 'ndrangheta".
Gli agenti hanno fatto irruzione in una abitazione in localita' Perretti di Reggio Calabria dove hanno sorpreso Tegano in compagnia di altre persone. Al momento dell'irruzione il boss e le altre persone non hanno opposto resistenza e sono stati tutti arrestati.
Subito dopo l'arresto a Tegano sono stati notificati una serie di provvedimenti restrittivi per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di armi ed altri reati. Sulle modalita' dell'arresto gli investigatori mantengono il massimo riserbo anche perche' sono in corso una serie di accertamenti. (Rainews24)
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