Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MESSINA, CONSEGNATI GLI ORGANICI DELLA SCUOLA PRIMARIA

03/05/2010 - Venerdì 30.4.2010 le Organizzazioni sindacali provinciali ( Flc Cgil, Cisl scuola, Uilscuola, Snals e Gilda) hanno ricevuto dal rappresentante dell’USP di Messina Dott. Piro i dati relativi alla situazione degli organici di scuola primaria della provincia. A fronte di un calo complessivo di 338 alunni in tutta la provincia si tagliano ben 172 posti di insegnanti elementari in una provincia che conta 108 comuni tra centri di montagna e piccole isole, con un elevato tasso di dispersione scolastica con le ben note situazioni dei quartieri a rischio: una tragica diminuzione della qualità della scuola messinese!

Rispetto alle richieste delle famiglie (quasi 100 nuove richieste di tempo pieno) e alla complicatissima conformazione orografica del territorio, allo stesso USP di Messina risulta una esigenza di ulteriori 40 posti per garantire le condizioni minime dell’offerta formativa della provincia in funzione delle situazioni di sicurezza degli edifici, della presenza dei centri di montagna e di piccole isole; di questi posti 19 unità garantirebbero la continuità del tempo pieno già esistente, che pertanto è di fatto in fase di estinzione perché appunto non garantito lì dove è già presente nelle classi successive alla prima.

Tutte le prime e le seconde classi sono state formate, a prescindere dalle richieste delle famiglie, sul modello a 27 ore.

Notizie di stampa riportano, inoltre, l’assegnazione di 30 posti ad una singola provincia su richiesta del Dirigente dell’USP, ci chiediamo: siamo certi che l’USR saprà garantire tutte le provincie dalle eventuali forzature che risulterebbero dalle capacità di chi sa meglio pretendere?

Le Organizzazioni sindacali provinciali, pertanto, si appellano alla sensibilità degli EE.LL.: al Presidente della Provincia Regionale e ai Sindaci, in particolare al Sindaco del Capoluogo perché sappiano difendere la scuola di Messina da un attacco senza precedenti effettuato da un ministro che guarda solo a Nord producendo tagli che nelle regioni meridionali rappresentano la sofferenza più cospicua.

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