
Strasburgo, 15 Giu. “L’intervento della responsabile per la libertà dei media dell’Osce sul ddl intercettazioni è un’ulteriore conferma della preoccupazione che sta crescendo in tutta Europa per una legge così turpe“. Lo dice Sonia Alfan0 (IdV), membro della Commissione LIBE al Parlamento europeo.
La responsabile, Dunja Mijatovic, ha infatti chiesto al governo italiano di ritirare il ddl o di modificarlo in modo da renderlo conforme agli standard internazionali sulla libertà di espressione.
“Mi pare una richiesta legittima, significativa e soprattutto ampiamente condivisibile. Il Pdl non urli allo scandalo -prosegue-, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, che è un’organizzazione di grande equilibrio e pregio, ha tutto il diritto di esprimersi su una legge che viola la libertà d’azione della magistratura e della stampa, avvantaggiando le mafie e il crimine in generale.
Parlare di invasione di campo e mancanza di credibilità -conclude- è bassa propaganda che non può che peggiorare l’immagine del nostro Paese, quello sì poco credibile grazie al governo Berlusconi, in campo internazionale“.
__________________
Intercettazioni: Osce, Italia rinunci o modifichi ddl
Frattini: da Fini nessun ricatto. La legge si fara' ad agosto
15 giugno, 19:52
VIENNA, 15 GIU - L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), con sede a Vienna, ha chiesto oggi all'Italia di rinunciare al disegno di legge sulle intercettazioni o di modificarlo in sintonia con gli standard internazionali sulla libertà di espressione. "Sono preoccupata che il Senato abbia approvato una legge che potrebbe seriamente ostacolare il giornalismo investigativo in Italia", ha detto in un comunicato oggi Dunja Mijatovic, responsabile dell'Osce per la libertà dei media. "I giornalisti devono essere liberi di riferire su tutti i casi di pubblico interesse e devono poter scegliere come condurre una indagine responsabile", ha aggiunto Dunja Mijatovic, responsabile dell'Osce per la libertà dei media. Per entrare in vigore, la legge deve ancora essere approvata dalla Camera e firmata dal capo dello Stato, precisa in chiusura il comunicato.
FARNESINA, INTERVENTO OSCE INOPPORTUNO - "Da parte italiana, attraverso i canali diplomatici, è stata fatta notare con fermezza l'inopportunità di tale intervento". E' quanto sottolinea il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, in merito alla presa di posizione dell'Osce sul ddl intercettazioni. "Un intervento su una misura legislativa, il cui iter non è completato, che rischia - prosegue Massari - di interferire e turbare il dibattito democratico in Parlamento".
FRATTINI: FINI NON FA RICATTI, LEGGE AD AGOSTO - ''Fini non ha fatto ricatti, ha detto solo che ci sono discussioni utili e necessarie che si possono fare in Parlamento. Ma credo che alla fine di queste discussioni, la legge bisognera' votarla''. Cosi' il ministro degli Esteri, Franco Frattini, risponde ad una domanda sull'iter del ddl intercettazioni dicendosi convinto che si tratta di una vicenda ''ormai matura'', e che una legge si fara' ''prima delle ferie estive''. ''Penso che il calendario parlamentare permetta di arrivare alla prima settimana di agosto'', ha aggiunto il capo della diplomazia italiana, sottolineando che ''non servirebbe a nulla lasciar passare un altro mese e mezzo di polemiche e accuse strumentali''. Sul testo ''abbiamo lavorato da anni, abbiamo raggiunto un buon equilibrio'', ha aggiunto il ministro degli Esteri - dal Montenegro dove partecipa ad una ministeriale dei responsabili degli Esteri dell'Ince - spiegando che ''abbiamo dato l'impressione che sia una legge squilibrata a favore dei criminali. Ma, al contrario, e' una legge equilibrata a favore delle persone perbene che non ne possono piu' di essere spiate. Niente a che vedere con i criminali che continueranno a essere perseguiti e intercettati'', ha proseguito Frattini. Tornando ai tempi della conclusione dell'iter parlamentare del ddl, Frattini ha poi ribadito che la legge ''andra' votata, cosi' come stabilito dall'Ufficio di presidenza del partito''.
FINI: PRIMA LA MANOVRA POI LE INTERCETTAZIONI - "Da parte di questa Presidenza" è "stato sempre assicurato, e lo sarà in futuro, il corretto svolgimento dei lavori parlamentari in sede di esercizio della funzione ad essa assegnata dall'articolo 8 del Regolamento, nel puntuale rispetto delle norme regolamentari che disciplinano il procedimento legislativo". E' quanto affermato da Fini in una lettera inviata a capogruppo dei deputati del Pd, Dario Franceschini, il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Fini fa riferimento alla lettera dell'11 giugno scorso "con la quale, in riferimento al prossimo esame da parte di questo ramo del Parlamento del disegno di legge n.1415/B recante norme in materia di intercettazioni telefoniche" Franceschini aveva chiesto "alla Presidenza della Camera di voler assicurare il pieno rispetto di tutti i tempi e delle procedure previste dal Regolamento, al fine di consentire una completa e approfondita istruttoria del provvedimento, attesa la eccezionale rilevanza politica del medesimo". Al riguardo Fini ricorda a Franceschini "come il Regolamnto della Camera disciplini in maniera compiuta le diverse fasi in cui si articola l'iter dei progetti di legge, sia presso le Commissioni sia da parte dell'Assemblea, rimettendo agli organi competenti in tema di organizzazione dei lavori la definizione dei tempi, delle modalità del relativo esame".
FINI, APPROVAZIONE MANOVRA PRIORITARIA - "Chi conosce il regolamento della Camera e la Costituzione non ha dubbi". Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini ha risposto, a Benevento, sulla priorità dell'approvazione della manovra finanziaria e del disegno di legge sulle intercettazioni. Intervistato da il direttore de Il Mattino Virman Cusenza, Fini ha ricordato che l'intervento "deciso dal governo per fronteggiare la crisi è stato presentato con un dl e i decreti vanno approvati e discussi nell'arco dei 60 giorni". Quindi per Fini è prevedibile che la Camera, "atteso che il Senato lo esamini o lo emendi, se lo ritiene opportuno, lo approvi nei primi giorni di luglio". "Perché dobbiamo correre tanto prima delle vacanze estive, come se ci fosse qualche nemico da combattere?" si è chiesto il presidente della Camera. Pur ribadendo la necessità di una legge che regoli "un eccesso" che c'é stato, ha ribadito la necessità di approfondire il confronto. "Ne stiamo discutendo da oltre due anni - ha proseguito - se ne può discutere ancora un po', facendo uno sforzo ulteriore per evitare polemiche e fraintendimenti, per avere un testo condiviso".
CASINI, LEGGE DA CAMBIARE ALLA CAMERA - Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, annuncia battaglia alla Camera in merito al testo della legge sulle intercettazioni "perché la legge così com'é non la condividiamo e non la votiamo". A margine della sua visita al centro storico dell'Aquila, Casini ha spiegato: "Siamo pronti a dire alla maggioranza 'fermatevi fin che potete' perché questa legge rafforza la delinquenza contro la legalità e già questo, oltre a tutti i discorsi sulla libertà di stampa, è un motivo sufficiente per cambiare profondamente il testo nel passaggio della Camera". Casini ha ricordato che "la Camera non è un passacarte del Senato, non è l'ufficio timbri, quindi - ha concluso - cerchiamo di cambiare questa legge in meglio perché il bicameralismo può servire a questo".
Commenti
Posta un commento
NEBRODI E DINTORNI © Le cose e i fatti visti dai Nebrodi, oltre i Nebrodi. Blog, testata giornalistica registrata al tribunale il 12/3/1992.
La redazione si riserva il diritto di rivedere o bloccare completamente i commenti sul blog. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni della testata ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento.