Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LA CRISI IN SICILIA RENDE NECESSARIA L’ISTITUZIONE DEL SALARIO SOCIALE

Palermo, 23 luglio 2010 - Le statistiche sull’alta percentuale dei Siciliani che non hanno neppure il denaro necessario alle cure mediche, unite a quelle sugli alti tassi di disoccupazione in Sicilia, obbligano gli Indipendentisti FNS a ribadire la esigenza di istituire, con procedure d’urgenza, l’assegno minimo vitale per i non occupati (disoccupati) e per le famiglie a basso reddito.
E per i lavoratori in attesa di essere assunti in altra azienda, in caso di interruzione del precedente rapporto di lavoro.

Si tratterebbe di una forma di solidarietà e di intervento sociale organico, capillarmente diffusa sul territorio, la cui ricaduta in termini economici sarebbe notevole, anche perché aumenterebbe il livello di acquisto, - oggi pressocchè invisibile, - fra le fasce dei consumatori più poveri.
In Sicilia, ad esempio, molte attività di ditte artigianali e/o di piccole imprese potrebbero trovare la possibilità di superare la crisi e di tornare ad essere competitive e maggiormente produttive.

Il suddetto “assegno” non deve essere considerato una forma di assistenzialismo, quindi, ma una opportunità di sviluppo del mercato interno. Consentirebbe, inoltre, una più accettabile flessibilità dei rapporti di lavoro.
L’assegno va considerato, altresì, come il simbolo di un percorso di giustizia sociale che dovrebbe trovare la Regione Siciliana in prima linea.

Ci sia consentita una considerazione: in tutta l’EUROPA (le eccezioni sono pochissime) l’assegno sociale è già in vigore da tempo. E ovunque ha dato ottimi risultati.
E’ appena il caso di fare osservare che dovrà essere cura del Legislatore quella di evitare eventuale speculazioni di qualsiasi tipo e di qualsiasi provenienza.

Ed è doveroso, infine, evidenziare che questa mini-riforma sociale NON DEVE e NON PUO’ esimere la classe politica dell’adottare una STRATEGIA per l’ECONOMIA SICILIANA, la cui mancanza ha creato e crea – fra l’altro – i disastri economici dei quali parlavamo.

IL SEGRETARIO POLITICO FNS
(Giuseppe SCIANO’)

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