Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

QUATTRO NUOVI RELITTI DI EPOCA ROMANA NELLE EOLIE

LIPARI, 25 lug 2010 - "Il ritrovamento di quattro relitti nelle acque di Panarea, da parte della Soprintendenza del Mare, in collaborazione con la Fondazione americana no profit "Aurora Trust", dimostra come le campagne di ricerca nel mare di Sicilia, grazie all'ausilio della tecnologia, possano permettere significativi risultati.
Dalla collaborazione pubblico-privato passa la nuova frontiera della tutela e della valorizzazione dei beni culturali".

Lo ha affermato l'assessore regionale per i Beni culturali e l'Identita' siciliana, Gaetano Armao, intervenendo, oggi pomeriggio, al Castello di Lipari alla presentazione del ritrovamento di quattro nuovi relitti di epoca greco-romana, scoperti al largo delle isole Eolie, tra Capo milazzese e l'isola di Basiluzzo. La missione di ricerca e' stata organizzata dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, guidata da Sebastiano Tusa, insieme alla Fondazione statunitense AURORA Trust diretta da Ian Koblick e Craig Mullen.

La campagna "Archeorete Eolie 2010" e' stata avviata il 16 luglio ed ha gia' fatto conseguire brillanti risultati, dopo quelli dell'anno scorso, quando furono localizzati e studiati i relitti denominati "Panarea I" e "Panarea II". Le ricerche sono state condotte sul campo da Timmy Gambin per l'Aurora Trust e da Stefano Zangara e Philippe Tisseyre per la Soprintendenza del Mare.

Il programma di quest'anno prevede il completamento della ricognizione dei fondali intorno all'isola di Panarea e l'inizio delle ricerche nelle acque di Salina. La ricognizione viene effettuata con la barca di ricerca "Isis II" e l'appoggio logistico della nave oceanografica "Fortaleza". Le indagini riguardano lo spazio di mare compreso tra Capo milazzese e l'isola di Basiluzzo, sul versante orientale di Panarea. Intorno all'isola di Salina saranno invece scandagliate le acque tra Lingua, Santa Marina, Capo Faro e Pollara.

La ricerca viene effettuata mediante un sonar a scansione laterale di ultima generazione, con una gittata di circa 100 metri, su rotte parallele rettilinee di varia lunghezza, distanziate tra loro circa 150 metri, in modo da controllare tutti i fondali.

I quattro relitti ritrovati in questa prima fase di ricerca sono giacenti su un fondale compreso tra i 100 e i 150 metri di profondita'. La chiarezza delle immagini registrate con il sonar permette di individuare il carico di anfore, che mantiene l'originale assetto di carico parzialmente sconvolto dal naufragio. Dalla disposizione del carico di anfore e' possibile con chiarezza leggere la fisionomia dei relitti e le dimensioni originarie delle imbarcazioni, che oscillano tra i 13 e i 15 metri di lunghezza e i 4 di larghezza, elevandosi dal fondo per circa 2 metri al colmo del cumulo delle anfore.

Tutti i dati acquisiti sono in fase di elaborazione e saranno verificati nei prossimi giorni con l'ausilio di un veicolo subacqueo filoguidato ROV (Remotely Operated Vehicle) e con immersioni dirette con miscele da parte di subacquei specializzati in immersioni profonde.

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