Milazzo, 26/07/2010 - Diciotto anni fa a Roma si toglieva la Rita Atria, allora 17enne, la ragazza i cui familiari vivevano la condizione dei mafiosi, che Rita cercò in ogni modo di rifiutare e cambiare, ma senza riuscirvi. Per testimoniare la sua profonda avversione per quel mondo, seppure i suoi stessi familiari ne facessero parte, non esitò a collaborare con il giudice Paolo Borsellino. Per tale sua scellta e per i comportamenti 'disonorevoli' Rita fu emarginata e rifiutata
dalla sua stessa famiglia, ma sostenuta dalla cognata Piera Aiello, che aveva aperto uno squarcio e consentito a Borsellino - al tempo procuratore a Marsala - di scavare nei segreti delle cosche trapanesi, Rita Atria si suicido' una settimana dopo la strage di via D'Amelio.
Il 19 luglio 1992 il giudice viene ucciso. Una settimana dopo, Rita si suicida lanciandosi dal settimo piano. Lascia un bigliettino: "Adesso non c'e' piu' chi mi protegge, sono avvilita, non ce la faccio piu'".
"Attraverso le parole di Paolo - ha detto una volta Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso - Rita era diventata come una di famiglia, la nostra coraggiosa 'picciridda'. Mi piace ricordarla come la 'picciridda' della Sicilia e sperare che il suo coraggio, come il coraggio di Peppino Impastato, possano essere d'esempio a tanti altri giovani che come loro si trovano legati alla criminalita' da una condizione familiare". Rita Atria sara' commemorata oggi a Milazzo (Me), la citta' che per prima le dedico' l'Associazione antimafie.
________________
”Siamo tutti Testimoni di Giustizia”: Rita Atria, 18 anni dopo
Chi era Rita Atria? Una ragazza siciliana morta a Roma* a 17 anni. *in viale Amelia 23
Vedi qualche dettaglio qui sotto e, in rete, un breve video a www.tinyurl.com/RitaAtria-3
Perché la sua vita dovrebbe interessarci? Perché Rita è morta per un'Italia senza
mafie e senza corruzione. Lottando contro tutti, persino contro la propria famiglia.
Non è un segreto: da tempo indagini delle procure hanno evidenziato sistemi di connivenza
tra istituzioni e mafie. Ma di recente c'è stato un peggioramento: oggi al Parlamento,
nelle file della maggioranza, siedono condannati per mafia! Al Parlamento!!
La cosa è grave. Se un paese intero viene sottomesso alla prepotenza della mafia,
nessuno si sente protetto dalle leggi. Nessuno può sperare in future leggi che migliorino
le condizioni di lavoro e di vita, perché l'unica legge che valga è la legge del più forte.
Questo è vero in un piccolo paese della Sicilia come Partanna, dove Rita viveva. Ed è
vero anche nel grande paese che si chiama l'Italia, dove tutti noi viviamo.
Rita ha osato opporsi a questa prepotenza. Opponiamoci anche noi!
Che questa commemorazione di Rita serva non solo per ricordare il passato,
ma anche per attrezzarci per il futuro. Per porre fine alla cultura dell'omertà
ed affermare quella della legalità. Per diventare TUTTI QUANTI testimoni di
giustizia, laddove studiamo o lavoriamo. Perché la Verità di Rita viva ancora!
PER RICEVERE NOTIZIE DELL'ASSOCIAZIONE RITA ATRIA O PER FARNE PARTE,
parla con Sandra (al tavolino) dopo la cerimonia. O scrivere al Presidio di Roma dell'Associazione: roma@ritaatria.it (o al Direttivo nazionale:info@ritaatria.it). Sito web: www.ritaatria.it
Rita Atria (Partanna, 4.9.1974 - Roma, 26.7.1992)
Ad appena diciassette anni, Rita Atria decide di denunciare il sistema mafioso del suo paese (Partanna, nella Sicilia occidentale) e vendicare così l'assassinio del padre e del fratello. Incontra il giudice Paolo Borsellino che la proteggerà e la sosterrà e tenterà persino qualche approccio per farla riappacificare con la madre (ma invano). Intanto Rita scopre che collaborare con Borsellino vuol dire non fare vendetta ma fare giustizia; sconfiggere l'omertà con il suo opposto, la denuncia; dare una speranza al suo paese di poter vivere finalmente senza l'oppressione della mafia.
La ragazzina inizia così una vita clandestina a Roma. Sotto falso nome, per mesi e mesi non vedrà nessuno, l'unico conforto è il giudice diventato come un secondo padre. Ma arriva l'estate del '92 e ammazzano Borsellino, Rita non ce la fa ad andare avanti. Una settimana dopo si uccide gettandosi dal settimo piano di viale Amelia 23.
Presidio di Roma dell'Associazione Antimafie "Rita Atria". Sede nazionale in via San Paolo 20, Milazzo (ME).
c.f. 92020250830 – Per donazioni: Banca Nuova, filiale di Valderice, IBAN: IT53D0513281970760570232673
http://www.ritaatria.it/Default.aspx
Commenti
Posta un commento
NEBRODI E DINTORNI © Le cose e i fatti visti dai Nebrodi, oltre i Nebrodi. Blog, testata giornalistica registrata al tribunale il 12/3/1992.
La redazione si riserva il diritto di rivedere o bloccare completamente i commenti sul blog. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni della testata ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento.