Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

MESSINA. EDILIZIA E CRISI: LA FILLEA CGIL CHIEDE LO SBLOCCO DEI LAVORI PER GLI ASILI NIDO

Oriti: “Mentre la crisi attanaglia il settore dell’edilizia, i fondi già stanziati restano nei cassetti”

(U.S.Cgil ME) –09 set’ 10- “Mentre la crisi attanaglia il settore dell’edilizia, pubblica e privata, i fondi stanziati restano nei cassetti”. Il segretario generale della Fillea Cgil di Messina, Biagio Oriti, invita le amministrazioni di tutti i comuni della provincia di Messina, che hanno ottenuto dall’assessorato regionale alle politiche sociali i finanziamenti per i lavori di realizzazione, trasformazione o manutenzione di asili nido, ad accelerare le procedure per l’avvio dei lavori.

Lavori che sommati toccano la non trascurabile cifra di quasi 23 milioni di euro.

“Sono almeno 32 i comuni della provincia di Messina, tra quelli che hanno partecipato ai bandi, ad avere ottenuto i finanziamenti – spiega Oriti-. Ma nella maggior parte dei casi per inerzia regionale o per le lungaggini burocratiche i lavori sono ben lontani dall’essere avviati. Con una duplice ricaduta negativa, per chi di quelle strutture deve avvalersi e per il settore dell’edilizia che sta vivendo una fase gravissima e per il quale l’avvio di migliaia di euro di lavori sarebbe una vera boccata d’ossigeno”.

Oriti torna a ricordare come la ricetta più quotata contro le crisi economiche siano proprio gli investimenti nelle infrastrutture: “Anche il presidente degli Stati uniti, Obama, l’ha recentemente rispolverata perché gli investimenti in questo settore hanno molteplici ricadute, occupazionali, sociali e di mercato”.

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