Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

AIDS A KIPENGERE INTERVISTA A SUOR NIVARDINA E GRAZIE DI CUORE

Quest'anno il nostro blog ha chiesto ai lettori di devolvere il 5 per mille ad A.M.A. Onlus per l'acquisto di una macchina che permette di monitorare gli ammalati di AIDS nella missione di Kipengere, in Tanzania. Si tratta della macchina della foto, accanto a Suor Nivardina, consegnata lo scorso maggio, "parzialmente pagata con i proventi del 5 per mille che sono arrivati grazie a voi, amici di A.M.A., che avete risposto agli appelli. Noi di A.M.A. Onlus vi ringraziamo di cuore"
09/08/2011 - La macchina acquistata da A.M.A. Onlus Ecco la macchina che permette di monitorare gli ammalati di AIDS. La vedete nella foto accanto a Suor Nivardina. Ve ne abbiamo parlato nei precedenti articoli. La macchina, consegnata lo scorso maggio, è stata parzialmente pagata con i proventi del 5 per mille che sono arrivati grazie a voi, amici di A.M.A., che avete risposto ai nostri appelli. Noi di A.M.A. Onlus vi ringraziamo di cuore per il vostro sostegno e ci sentiamo ancora più in dovere di aggiornarvi sulle opere in corso.

Suor Nivardina è la direttrice del Centro Salute della missione di Kipengere, in Tanzania. Grazie alle costruzioni realizzate da A.M.A. Onlus, il Centro Salute dispone oggi di 70 posti letto. Suor Nivardina, pur non essendo medico, è responsabile dei 70 pazienti residenti, dei pazienti ambulatoriali, tra i quali i malati di AIDS, e delle vaccinazioni nei villaggi della regione.
Ho avuto l’occasione di intervistare per voi Suor Nivardina sulla situazione dell’AIDS a Kipengere.

D -Suor Nivardina puoi spiegarmi la funzione della macchina che abbiamo comprato?

R – La macchina è essenziale per curare gli ammalati di AIDS perché misura il livello di CD4 nel sangue del paziente. Questo è un indicatore del livello di difesa immunitaria. Se il livello di CD4 è superiore a 350 al paziente non vanno somministrati i farmaci retrovirali, se no si va incontro a reazioni negative. Quando le difese scendono al di sotto di 350 vanno somministrati i farmaci e la loro assunzione non va più interrotta per il resto della vita. Come sapete di AIDS non si guarisce, ma la malattia, curata con i retrovirali, si cronicizza permettendo un livello di vita accettabile e compatibile anche con attività di lavoro non stressanti. Senza questa macchina noi potevamo sapere se il paziente era malato o no, ma non avevamo le informazioni necessarie per curarlo.
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D – Ci sono molti malati di AIDS nella zona di Kipengere?-

R – Attualmente gravitano sul nostro centro 1.200 malati. Ma è probabile che adesso che abbiamo la macchina, ne vengano altri che sino ad ora si sono curati presso altri ospedali o non si sono curati affatto. Ogni malato va monitorato ogni 6 mesi. Ossia, a regime, dobbiamo fare non meno di 2.400 test all’anno. Per fare un test con questa macchina serve un kit a perdere che costa l’equivalente di 6€. Si tenga presente che in questo paese la retribuzione giornaliera di un muratore, che è un operaio ben pagato, è di 2 €. La mia previsione è che solo un quarto dei pazienti sarà in grado di pagare la spesa del kit. Dei restanti, la metà sarà in grado di pagare circa 3 €, l’altra metà non pagherà niente. L’azienda che ha fornito la macchina ci ha dato una dote iniziale di 200 kit. Vi lascio immaginare quanto dureranno e vi lascio immaginare il nuovo problema di bilancio che ci si presenta.

D – Con le cifre che hai detto siete già ad un “buco” di almeno 8.100 € all’anno. Che mi dici dell’AIDS nelle famiglie?

R – Ci sono parecchie coppie nelle quali uno dei due è malato, o tutti e due. Ci sono anche coppie nelle quali uno è ammalato ma l’altro non ha preso la malattia malgrado rapporti non protetti. Al nuovo centro AIDS, costruito da A.M.A., noi diamo alle coppie i profilattici per evitare il contagio. Nel caso di partorienti affette da AIDS somministriamo le terapie appropriate per evitare che il nascitura contragga la malattia.

D – Se ambedue i coniugi hanno l’AIDS possono avere normali rapporti non protetti?

R – Assolutamente no! L’AIDS ha caratteristiche diverse nelle diverse persone. Ciascuno dei coniugi assumerebbe le caratteristiche diverse del male dell’altro ed ambedue andrebbero incontro ad un sicuro peggioramento. Anche a queste coppie noi forniamo i profilattici.

D – Li distribuite anche alle persone non malate per prevenire la malattia?

R – No. Noi siamo una comunità cattolica. Diamo il profilattico come presidio contro la malattia conclamata all’interno della coppia. Ma non possiamo favorirne l’uso indiscriminato. La nostra prevenzione è basata sull’informazione, cosa che ora possiamo fare grazie al nuovo centro AIDS. La miglior salvaguardia contro la malattia è la fedeltà e l’onestà all’interno della coppia. Quelli che hanno altri esigenze, possono comunque rivolgersi alle farmacie che ci sono in paese.

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