Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SICILIA LIBERA: UN REFERENDUM ELETTORALE CONTRO IL PORCELLUM

Catania, 22/08/2011 - La Federazione Sicilia Libera – Nazione Siciliana - composta da: Movimento per l’Indipendenza della Sicilia (MIS), Partito del Popolo Siciliano (PPS), Partito Autonomista Siciliano (PAS) -, sostiene l’azione raccolta firme pro Referendum abrogativo dell’attuale Legge Elettorale promosso dal “Comitato Referendario per i Collegi Uninominali”, che l’11 luglio 2011 ha presentato in Corte di Cassazione due richieste di referendum abrogativo,
aventi ad oggetto la disciplina vigente per l’elezione dei due rami del Parlamento, come modificata dalla legge 21 dicembre 2005 , n. 270 (conosciuta universalmente col nome di “porcellum”), recante “Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”.

Il primo quesito, individuato dal colore blu, propone l’abrogazione integrale di tutte le disposizioni di modifica della disciplina elettorale per la Camera e per il Senato introdotte dalla legge n. 270 del 2005.

Il secondo quesito, individuato dal colore rosso, è di tipo “parziale”, perché abroga non l’intera “legge Calderoli” ma le singole disposizioni della stessa e, precisamente, le disposizioni che sostituiscono le due leggi approvate il 4 agosto 1993, rispettivamente n. 277 (“Nuove norme per l’elezione della Camera dei deputati”) e n. 276 (Norme per l’elezione del Senato della Repubblica).

L’effetto di entrambi i quesiti è eliminare la disciplina sostitutiva, con l’effetto di ripristinare quella sostituita. Attraverso la reviviscenza delle norme precedenti, dopo l’esito positivo dei referendum per i collegi uninominali, si permetterà alle due Camere di essere elette attraverso le regole introdotte nel 1993 dal c.d. Mattarellum, che prevedono un sistema misto, in base al quale i seggi di Camera e Senato vengono assegnati per il 75% mediante l’elezione di candidati in altrettanti collegi uninominali, e per il restante 25% con metodo proporzionale.

Per evitare di affidare la nomina dei parlamentari a pochi capipartito, creando ancora una volta una casta di privilegiati, e per ridare al cittadino il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti attraverso i collegi uninominali e la quota proporzionale, il MIS, il PPS e il PAS, invitano i propri militanti, iscritti e simpatizzanti a mobilitarsi per la raccolta firme (entro il 23 settembre 2011), al fine di impedire che la "legge porcata" sporchi ancora la politica, a danno dei cittadini.

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