Ryanair. Sanzione di oltre 255 milioni di euro per abuso di posizione dominante

Sanzione di oltre 255 milioni di euro a Ryanair DAC e alla controllante Ryanair Holdings plc per abuso di posizione dominante.  La società,   in posizione dominante nell’offerta di servizi aerei nazionali ed europei da/per l’Italia, ha attuato una strategia abusiva per ostacolare le agenzie viaggio che utilizzano i voli Ryanair come input per l’offerta di servizi turistici.  Si segnala che nelle seguenti regioni la percentuale di agenzie che sviluppano almeno il 40% del proprio fatturato con Ryanair sono superiori alla media nazionale: Abruzzo, Basilicata, Lazio, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d'Aosta, Veneto. 23/12/2025 - L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato a Ryanair DAC, in solido con la controllante Ryanair Holdings plc, una sanzione di 255.761.692 euro per abuso di posizione dominante, da aprile 2023 ad almeno aprile 2025. Ryanair detiene una posizione dominante nel mercato a monte dei servizi di trasporto aereo di linea pass...

CRISI S&P, ARMAO: TUTTA COLPA DEL GOVERNO NAZIONALE

PALERMO, 26 set 2011 - "Il declassamento del rating di molte istituzioni pubbliche italiane - e tra queste della Sicilia - e' la prevedibile e diretta conseguenza della caduta di credibilita', finanziaria e non, del nostro Paese. Le responsabilita' politiche ed amministrative di tutto cio' vanno trovate nel Governo nazionale che ha sottovalutato il problema fin dal suo insediamento".

Questo il commento dell'assessore per l'Economia, Gaetano Armao, alla notizia dell'abbassamento del rating della Sicilia comunicato da Standard & Poor's.

"Sentire domenica scorsa - ha continuato Armao - il segretario del partito di maggioranza che dichiarava di avere 'scoperto' il debito pubblico quale questione prioritaria da affrontare con urgenza, la dice lunga su chi ha omesso di intervenire per tempo, addirittura ipotizzando di realizzare un federalismo fiscale che avrebbe dovuto comportare ingenti perequazioni fiscali ed infrastrutturali".

"Oggi la situazione e' resa ancor piu' complessa dall'intreccio - come afferma Mario Draghi - tra la crisi del debito sovrano e quella finanziaria. Ma per il debito pubblico italiano occorreva intervenire per tempo ed invece lo si e' lasciato crescere, nascondendolo sotto il tappetino del federalismo fiscale, con un disegno miseramente fallito".

"La Sicilia da parte sua - conclude Armao - deve prosegue, fin dalla prossima finanziaria che sara' pronta a giorni, nel cammino intrapreso, coniugando risanamento e crescita".

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