
Palermo, 04/09/2011 - È stata attivata anche a Palermo una sede della Fondazione Nuovo Mezzogiorno, presieduta da Salvo Andò, Rettore dell’Università “Kore” di Enna. La sezione palermitana, promossa da Claudio Costantino, Roberto Sajeva ed Antonio Matasso e con sede in piazzetta Bagnasco 31, organizzerà il prossimo 12 settembre una giornata di studi sul cinquantesimo anniversario del primo governo di centro-sinistra in Sicilia, presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, a partire dalle ore 9,30.
__________
Una Fondazione per rilanciare la "questione meridionale"
La Fondazione Nuovo Mezzogiorno è stata promossa da uomini e donne della Sicilia che credono nella necessità di promuovere la cultura della coesione nazionale in un momento in cui i valori della solidarietà, della comune appartenenza nazionale, della giustizia sociale paiono minacciati da chiusure localistiche e da egoismi di gruppi e interessi più o meno organizzati.
Rilanciare la “questione meridionale” in questo contesto non significa ritornare al passato, non significa solo attrarre più risorse al fine di garantire un’economia di mera sussistenza, ma significa fare dei vecchi e nuovi problemi del Sud una questione nazionale, spiegando soprattutto alle giovani generazioni che un Paese in cui prevale la legge della giungla a causa di una difesa aggressiva dei particolarismi, in cui quindi la ridistribuzione delle risorse nel territorio è destinata ad essere sempre più iniqua, sarà inevitabilmente un paese più povero, più sfiduciato, più disordinato anche a causa di flussi migratori massicci che prendono la via del Nord, più indifeso rispetto alle grandi sfide che la globalizzazione propone. Se non si pone mano ad una politica di valorizzazione delle risorse umane il Sud non ha futuro e rischia di essere, ed apparire, sempre più abbandonato a se stesso. E invece lo sviluppo del Sud è una grande opportunità per l’intero Paese. Si tratta di scommettere sulla volontà di rinascita che si avverte in settori crescenti nelle nostre popolazioni, di diffondere la cultura del rischio tra coloro i quali si vogliono impegnare in attività imprenditoriali, di diffondere l’etica della responsabilità tra le nostre genti per renderle protagoniste di uno sviluppo locale che sia in parte autopropulsivo.
Ciò sarà possibile se un’attenzione nuova e crescente viene posta sui processi educativi e formativi, poiché è lì che si formano le coscienze ed è da lì che potrà venire il rinnovamento vero. Se riusciremo a fare tutto ciò, saremo protagonisti delle politiche dello sviluppo che si vogliono promuovere nella regione meridionale del Mediterraneo, una regione strategica per avviare politiche della crescita socialmente sostenibili e affrontare i grandi conflitti che dipartendosi dal Mediterraneo destabilizzano vaste aree del pianeta. E’ qui che si creeranno le condizioni per un dialogo fra il mondo occidentale e il mondo senza sviluppo. E’ questa area il laboratorio naturale delle politiche della tolleranza e della cooperazione economica che si continuano ad auspicare in occasione dei vertici mondiali. E’ attraverso l’attenzione dedicata a questa area che l’Europa può mostrare il volto mite dell’Occidente. La “questione meridionale” va vissuta con la consapevolezza che essa sempre più si identifica con la grande “questione mediterranea”. Il “ponte” euro mediterraneo, di cui il Mezzogiorno italiano può essere un pilastro fondamentale, deve essere, attraverso il dialogo ed il confronto, fonte di crescita economica e civile per tutte le popolazioni del Mediterraneo.
Commenti
Posta un commento
NEBRODI E DINTORNI © Le cose e i fatti visti dai Nebrodi, oltre i Nebrodi. Blog, testata giornalistica registrata al tribunale il 12/3/1992.
La redazione si riserva il diritto di rivedere o bloccare completamente i commenti sul blog. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni della testata ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento.