
Palermo, 01/102011 - La Costituzione della Repubblica Italiana in questi giorni viene tirata in ballo da più parti e solo raramente nella sua INTEREZZA e nel suo "SPIRITO". Ad esempio, pare, a noi Indipendentisti FNS, che le LIBERTA' di pensiero, di associazione, di far politica, siano SOTTOVALUTATE, a favore, di volta in volta, del pensiero unico di questo o di quel Partito politico italiano.
Mentre la "libertà di pensiero" significa anche che ogni cittadino può rimettere in discussione tutto, anche il modello dell'Italia che è stato ridisegnato nel 1946-47 e sancito dalla Costituzione del 1948.
Ciò vale a proposito dell'ordinamento centralista, federalista, regionalista o confederalista. E dei modi pacifici, legittimi, costituzionali nei quali questi obiettivi possono raggiungersi.
Da RIDISCUTERE e SMENTIRE anche l'assioma, secondo il quale l'Italia SAREBBE costituita da un solo Popolo e da una sola Nazione, che, peraltro (proprio per l'ITALIA!) non è stato MAI storicamente e giuridicamente fondato. E che viene smentito quotidianamente anche da chi vorrebbe che l'Italia fosse uno Stato pluri-etnico, riferendosi però ai Popoli Extraeuropei. E ignorando che l'ITALIA è già uno "STATO" PLURIETNICO e PLURINAZIONALE (oltre che Plurilinguistico) sin dalla sua nascita e cioè dal 1861.
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Certamente, la cultura ufficiale preferisce confondere le acque e le idee, giocando con la realtà di piccole MINORANZE etniche o linguistiche (massimo rispetto da parte nostra). Ma la cultura ufficiale finge di dimenticare le NAZIONI ABROGATE o le NAZIONI SENZA STATO. O le Nazioni, come la NAPOLITANIA e la SICILIANA ed anche la SARDA, che sono diventate colonie interne dello Stato Italiano. Nazione e Popoli che sono vivi e vegeti e rivendicano il loro diritto alla esistenza.
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Va da sè che, in questo caso, chi seppellisse i diritti costituzionali sarebbe più in torto di coloro che, - magari straparlando, - ne invocano l'applicazione concreta.
Ciò vale, ovviamernte, anche nel caso in cui si proponesse di trasformare l'attuale ordinamento della Repubblica Italiana in quello di uno Stato Federale o Confederale. Come, quando e per quello che si potrà. Ed in linea con i principi, appunto, espressi dalla lettera e dallo SPIRITO della Carta Costituzionale vigente.
Ci siano consentite alcune riflessioni a ruota libera.
La Repubblica Italiana è sempre stata plurietnica, plurilinguistica e plurinazionale.
Ancor di più lo era il Regno d'Italia nato nel 1861. Si pensi ai "vari" Cavour, ai "vari" Vittorio Emanuele e compagnia suonata. E allo stesso Garibaldi che, nei momenti più drammatici, si esprimeva in FRANCESE.
E - diciamolo francamente - anche se abbiamo pochissime affinità ideologiche e anche se può non piacerci - la NAZIONE PADANA esiste da molti secoli, ancor prima di quella ITALIANA. E Cavour, fino al 1859, ne voleva fare il REGNO dell'ALTA ITALIA.
Furono gli INGLESI a dare il taglio UNITARIO al Risorgimento.
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Ci pare doveroso, infine, che sia rispettato il DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE che oggi anima e nobilita la funzione dell'ONU e che è trionfante nella GIURISPRUDENZA del Diritto Internazionale contemporaneo.
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