Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

MESSINA: “NUOVE TECNOLOGIE PER IL MADE IN ITALY SISTEMA ALIMENTARE”, AL VIA LE ATTIVITA’

MESSINA, 20/10/2011 - «Al via, alla presenza dei soci istitutori, le attività scientifiche e formative della Fondazione “Albatros” per l’agroalimentare costituita nell’agosto del 2010, che vede la Provincia regionale di Messina, l’Università degli Studi di Messina, l’Istituto scolastico superiore “Antonello”, insieme al Consorzio Agroalimentare Sicilia, Nebrodi-Peloritani, panificio Cannata, GTS Consulting, Ecap Messina e NonsoloCibus, collaborare per creare una rete tra il pubblico e le imprese private, necessaria per intercettare il mondo del lavoro.


Per dare un significativo contributo si insedia oggi il Comitato tecnico-scientifico che esprimerà pareri e proposte per indirizzi innovativi nell’ambito della formazione per l’agroalimentare.

La scelta operata dai soci fondatori è stata quella di coniugare le competenze universitarie con quelle del mondo imprenditoriale, dunque l’Università di Milano con Dell’Orto, l’Università di Udine con Sensidoni, la Fondazione CINI dell’Università Cà Foscari di Venezia con Erri, l’Università di Messina con Lanfranchi ed il Censis con Donati che lavoreranno congiuntamente alle competenze espresse dal mondo del lavoro rappresentate da Castellani, noto gastronomo di caratura internazionale e da Borella, esperto dell’agroalimentare di alto profilo a cui si aggiunge la Provincia regionale di Messina con il dirigente Vincenzo Carditello.

A battesimo oggi anche il primo corso di Istruzione tecnica superiore, finanziato dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca che deve dare risposte di sistema tra domanda ed offerta di lavoro altamente qualificato, per recepire i fabbisogni formativi ed innovativi espressi dall’agroalimentare.

Già oltre 20 le richieste di partecipazione al corso tra diplomati e laureati che hanno inoltrato la domanda e dove sono previste attività tecnico-formative per il 50% demandate ad esperti del mondo del lavoro, tirocini obbligatori anche all’estero e 800 ore di stage formativi presso le aziende dell’agroalimentare siciliano, ma pensiamo di sensibilizzare anche le aziende della Calabria, tra l’altro questa è l’unica Fondazione che intercella le nuove tecnologie per il made in Italy nell’ambito agroalimentare del sud essendo complessivamente 8 in tutta Italia gli Istituti tecnici superiori per il made in Italy nell’agroalimentare.

Le ricadute sono tutte sul mondo del lavoro, l’Università apre le porte con laboratori innovativi ed insieme alla scuola partecipa alla formazione, mentre le imprese trasferiscono competenze ai giovani che scommettono insieme alle stesse imprese ed alle istituzioni sul loro futuro».

Il presidente della Fondazione Vincenzo Chiofalo

Commenti