Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

NEBRODI: SPORTELLI ANTIVIOLENZA A RACCUIA, UCRIA, BASICÒ, SINAGRA E SAN PIERO PATTI

Messina, 21/11/2011 - Venerdì 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza di genere, l’associazione “La Clessidra”, in collaborazione con la Fraternita di Misericordia e l’associazione “Kypsele” di San Piero Patti, organizza un’azione di sensibilizzazione e l’inaugurazione di Sportelli di ascolto in cinque Comuni del territorio nebroideo: Raccuia, Ucria, Basicò, Sinagra e San Piero Patti.
Utilizzando lo slogan “Per troppe donne la violenza è ancora pane quotidiano”, verranno offerte, dalle volontarie delle associazioni, rosette di pane gratuitamente offerte dai locali panifici che parteciperanno all’iniziativa. Verranno, inoltre, distribuiti depliant informativi con indicazioni delle sedi degli Sportelli e il numero verde dedicato al servizio: 800111640.

La riflessione di Tina Camuti, psicoterapeuta e presidente dell’associazione “La Clessidra”

La violenza sulle donne da parte di un partner è rimasta invisibile fino agli anni ’70 e considerata come un fatto privato, in cui non bisognava interferire. Negli anni ’90, a livello internazionale, il fenomeno della violenza nei confronti delle donne si è imposta come un problema prioritario, al punto che le grandi organizzazioni internazionali (ONU, Consiglio d'Europa, OMS, UNICEF) hanno ritenuto necessario raccomandare ai governi dei Paesi membri di adottare misure per combattere e prevenire questa forma di violenza.

Dal 2007, con il rapporto Istat, anche in Italia si è fatto luce su un fenomeno che fino ad allora non era stato quantificato nella sua reale dimensione. Dal rapporto si evince che 3 donne su 10 hanno subito violenze fisiche o sessuali da un partner, o ex partner, nel corso della loro vita (Repubblica , 21 feb. 2007), ma il maltrattamento psicologico – insulti, denigrazioni, minacce, controlli ossessivi – è molto più diffuso e frequente. La violenza è trasversale alle classi sociali ed è perpetrata da uomini di qualsiasi tipo, religione, professione, e che nella maggior parte dei casi si comportano normalmente sul lavoro e nella vita sociale.

La violenza non ha limiti temporali, può continuare, o diventare più grave, anche quando la donna decide di lasciare il partner o dopo la separazione o il divorzio. D’altronde non va meglio nel resto mondo, difatti la sistematica violazione dei diritti delle donne nel loro privato è così diffusa da aver indotto l’Unicef a definirla come una “piaga globale”, e, sotto il profilo della salute, l’OMS a classificarla come un “enorme problema di salute pubblica”.

Mentre il senso comune diffuso – riflette la giornalista Loredana Lipperini – avalla l’idea che le donne hanno ormai conquistato la parità, tanto da prevaricare i maschi, la realtà dice ben altro: disparità pesanti nel lavoro e nelle retribuzioni; cura della famiglia affidata alle donne nella gran parte dei casi; presenza irrisoria dove si conta e si decide, dai consigli di amministrazione alla politica; uso e abuso del corpo femminile, per non parlare del dramma terribile della violenza contro le donne.

Tutto ciò dimostra che la tanto declamata parità è ancora tutta da realizzare.
E’ necessario “non ghettizzare più la questione femminile come questione filosofica, perché è anche questione pratica, politica, sociale. C’è una analisi del quotidiano da riprendere, per agire sul concreto, oltre che sul piano intellettuale”.

Mai come ora il tempo sembra essersi fermato. Ma cosa è possibile e dunque doveroso fare?
.
Catena Camuti

Commenti