Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SAN SALVATORE DI FITALIA: UN PAESE DALLA FORTE IMPRONTA SENZA MARCHI A FUOCO SULLA NATICA

Si è svolta a San Salvatore di Fitalia la 2^ Sagra delle Castagne, una manifestazione incentrata sul pieno rispetto delle tradizioni e della cultura dei Nebrodi. Le tipicità locali e i sapori tradizionali hanno dato buona prova di sè, con assaggi e stands ben selezionati e scevri di toni esclusivamente commerciali o standard. Una manifestazione ricca di pregnanza, senza inutili decibel assordanti e innaturali
San Salvatore di Fitalia, 20/11/2011 - San Salvatore di Fitalia è un dolce buccellato sormontato di canditi e perline luccicanti, quando la sera accende le stelle
e spegne ogni speranza superstite alla pubblicità ingannevole e alla faclile suggestione. San Salvatore di Fytalìa non porta sulle sue rigogliose membra un impertinente e abusato marchio a fuoco che ne trasfiguri e vanifichi l’identità. San Salvatore sul suo sembiante abituale porta una decisa e solida impronta e giammai un marchio a fuoco sulla natica che ne sancisce la verbosa proprietà.
San Salvatore ieri sera, per la seconda Sagra della Castagna 2011, ha acceso la piazza ad un rito encomiabile di autenticità e schiettezza, volendo significare che se un buccellato porta sul suo sembiante una corona di dolcezze festevoli, è al suo interno che conserva le sapienti farciture di mandorle, fichi, castagne e gocce di accoglienza e cortesia, instillate con la parsimonia di chi non crede nell’invadenza dei sensi e dell'anima.
Al rito fracassone dei decibel è stata sostituita la semplicità complice della musica popolare e del repertorio siciliano tradizionale, con un’unica accortezza maliziosa: avere scelto due gruppi etnici competenti, decisamente padroni della materia, accattivanti e coinvolgenti.
La piazza era vera come il negozio compito di un bravo sarto sicuro di sé, e il ceppo ardente riportava ad un habitat del tutto naturale, incurante che presso altre latitudini con tale termine si voglia dire ciò che si è, ciò che si ha.
Gli ospiti, insomma il pubblico, i visitatori e i turisti erano i soli ad apparire ‘finti’ fra tanta autenticità perché potevano sembrare attori e comparse nel grande set o villaggio cinematografico. Si distinguevano il sindaco Giuseppe Pizzolante e il vice presidente del consiglio comunale, Luigi Lombardo, nostra preziosa guida, giovane compiutamente innamorato del suo paese ed orgoglioso di farcene assaporare per una sera le operose virtù, ma pure quelle giocose e severe, in un panorama serale di architetture pregnanti di storia e sapienza, al cospetto di una collana di paesi dislocati a corona (Frazzanò, Longi, Galati Mamertino, nel cuore pulsante dei Nebrodi), per farsi compagnia e proteggersi a vicenda.
Il miele di San Salvatore di Fitalia era miele, il formaggio autentico formaggio della rigorosa tradizione pastorale contadina. Lo stesso il salame di suino nero dei Nebrodi, le caldarroste, la pasta con le castagne: tutto ottimo e affatto ingannevole.
E così le tante bontà esposte sotto gli stands allestiti lungo la via principale, che si addentra verso la piazza principale, dove il rauco pathos di Orazio Strano si alternava a versioni recenti di canzoni anni 50, ormai riprodotte su cd ed esposte sul furgone che vende quella musica da bancarella, per la quale non sono ancora previsti i Grammy Awards. Peccato!
La garanzia della bontà di quanto festeggiato dalla sagra e quanto esposto in assaggio e in vendita era la serietà dei produttori, la bontà inequivocabile dei prodotti, la rispettosa credibilità dei garanti.
Tra gelato al miele, pasta alle castagne, caldarroste dei Nebrodi, salame di suino nero dei Nebrodi, insomma di San Salvatore di Fitalia, miele dorato di varie essenze, dolci tipici secchi e farciti, saponi naturali e profumati è trascorsa una serata clamorosa di ricordi e piacevolezza, assai più che di frastuoni e subliminali ipoteche di sponsor, patrocini, loghi spocchiosi e inconcludenti, di enti che il contributo lo vogliono anziché darlo.

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