Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MESSINA: CITTÀ TROPPO VILIPESA, SE NE VEDONO DI TUTTI I COLORI

Si parla spesso di Messina come una città priva di qualità edilizia e architettonica. Tutto ciò è vero, ma questo non sempre è attribuibile ai progettisti (gli architetti in netta minoranza)

Messina, 21/12/2011 - Molte volte le colpe sono attribuibili agli stessi proprietari che, privi di ogni sensibilità, snaturano arbitrariamente gli edifici stessi
con chiusure di verande e balconi, rifacimenti parziali dei colori originari delle facciate e tanto altro ancora. Tutto ciò avviene con la massima naturalezza e senza alcun controllo da parte degli organi preposti, con l’unico risultato di consegnare un’immagine della città da terzo mondo. Questa forma di libero arbitrio avviene anche con le insegne dei negozi e spesso con gli stessi interventi di allestimento che si proiettano all’esterno dell’edificio, alterandone gli stessi connotati stilistici.

E’ scandaloso che ciò continui ad avvenire ed ancor più lo è su edifici nuovi che hanno una loro dignità architettonica. Ci riferiamo in particolare al nuovo palazzo realizzato recentemente ad angolo tra il viale della Libertà e il torrente giostra, progettato dal collega Antonino Vita. Chiusure a vetri (al momento limitate ai laterali delle verande ma che, a quanto sembra, saranno estese all’intero prospetto principale del terzo piano) denotano la poca cura per l’esterno dell’edificio da parte dei proprietari e dimostrano la carenza di controlli da parte dell’ufficio urbanistica. Tutto questo deve cessare. Non basta parlare di mancanza di qualità. Occorre vigilare affinché il decoro urbano sia mantenuto e con esso la dignità degli edifici. Nello specifico, il Presidente del Consiglio dell’Ordine si è fatto carico di una segnalazione telefonica, sabato mattina, ai vigili urbani addetti alla tutela del territorio.

Affinché la cultura del decoro urbano trovi spazio in questa città fin troppo vilipesa, l’Ordine degli Architetti si farà parte diligente nel segnalare casi di modifiche abusive sui prospetti che saranno realizzati ad opera dei privati sugli edifici esistenti.

arch. Michele Palamara
Consigliere e responsabile della comunicazione dell'Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Messina

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