Carota: una radice millenaria simbolo dell'acutezza visiva, i piatti più appetitosi per la salute degli occhi

La carota: come una radice millenaria è diventata il simbolo dell'acutezza visiva.  Baviera svela i piatti primaverili più appetitosi per la salute degli occhi 4/5/2026 -  La carota è una radice dalla storia millenaria che è diventata il simbolo dell'acutezza visiva. È infatti uno degli ortaggi più antichi coltivati  ​​ dall'umanità e, allo stesso tempo, uno degli alimenti più chiaramente associati alla salute degli occhi. Per questo gli esperti di  Baviera , il gruppo oftalmico leader in Europa, ci spiegano perché la carota è uno degli alimenti più benefici per la salute degli occhi: -  Elevato contenuto di beta-carotene  che il corpo converte in vitamina A, essenziale per la formazione dei pigmenti visivi nella retina e per il mantenimento di una vista ottimale, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. -  Ricchezza di luteina e zeaxantina  che proteggono la macula dalla luce blu e dallo stress ossidativo, contribuendo a prevenire l'inv...

Sara Campanella, un altro femminicidio da aggiungere a una lista che non smette di crescere

 

La scomparsa di Sara Campanella, un orrore ripetuto. Interviene il Movimento “Partiamo da Qui”. Un altro femminicidio, un altro nome da aggiungere a una lista che non smette di crescere. La tragica fine di Sara Campanella riaccende il dibattito sulla violenza di genere in Italia, mentre il Movimento “Partiamo da Qui” chiede azioni concrete per fermare questa strage.

 Messina 1/04/2025 – Le segnalazioni agli amici, le minacce, la paura, lo stalking. Poi l’ultimo incontro. E infine le urla: disumane, spezzate dall’ultimo fendente. Un orrore che si ripete sempre allo stesso modo. Dopo lo sgomento iniziale, il silenzio. Tra poche settimane, tutto sarà dimenticato. E la storia si ripeterà. Un problema socioculturale, senza distinzione di età o di territorio. È fondamentale promuovere un cambiamento culturale e implementare programmi educativi per prevenire tutte le violenze. La recente sentenza del Tribunale Penale di Modena, che ha concesso attenuanti a Salvatore Montefusco per “motivi umanamente comprensibili” e “stato psicologico di profondo malessere” ha suscitato indignazioni e accesi dibattiti. 

Una decisione, quella del Tribunale di Modena, che solleva gravi interrogativi su come la giustizia continui a interpretare la violenza sulle donne. Il caso della giovane Sara Campanella, come del resto quello di Lorena Quaranta avvenuto esattamente cinque anni fa, pesa sulla coscienza di tutti ma, inevitabilmente, verrà messo da parte tra poche settimane. 

Secondo i dati del Ministero dell’Interno (ANSA.it), tra l’1 gennaio e il 3 novembre 2024 sono state uccise 96 donne; tra queste 82 donne sono state uccise in contesti familiari o affettivi, mentre 51 da partener o ex partner. L’XI Rapporto Eures (ANSA.it) indica che dall’1 gennaio al 18 novembre 2024 sono state uccise 99 donne, con un aumento significativo delle vittime over 65, che rappresenta il 37,4% del totale. Dati allarmanti che necessitano di interventi urgenti, non soltanto giuridici. Su questo proposito interviene il Presidente del Movimento Politico Culturale “Partiamo da Qui” Ninni Petrella: 

«Non ci sono parole per raccontare l’orrore che ha colpito Sara e la sua famiglia! Ogni volta che una vita viene spezzata in questo modo, non è solo un delitto contro la persona, ma contro tutta la società. Come Movimento, chiediamo con forza che vengano rafforzate le misure di tutela nei confronti delle donne vittime di attenzioni indesiderate, stalking e minacce. Non possiamo più limitarci al cordoglio. Servono azioni immediate: misure di protezione più efficaci, pene certe per i persecutori, educazione sentimentale nelle scuole fin dall’infanzia e un sistema di aiuto concreto per le vittime. 

A nome di tutto il gruppo di “Partiamo da Qui”, esprimo la nostra vicinanza alla famiglia Campanella e alla comunità universitaria messinese. Oggi, anche Sara è diventata il simbolo di ciò che non possiamo più permettere accada». Come Sara Campanella e Lorena Quaranta, altre donne hanno smesso di essere vita diventando simboli. Giulia Cecchettin, Giulia Donato, Martina Scialdo. 

E, ancora, facendo riferimento soltanto al 2025, possiamo ricordare Eliza Stefania Feru, Maria Porumbescu, Sabrina Baldini Paleni, Cinzia D’Aries ed Eleonora Guidi. La lista è già lunga. “Partiamo da Qui” continua il proprio impegno culturale e politico per promuovere una società basata sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla lotta attiva a ogni forma di violenza, verbale o fisica, psicologica o sociale. Basta più simboli, promuoviamo il rispetto.


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