Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

MESSINA: IL COMUNE GIOCA CON I LAVORATORI PRECARI, CISL FP: "BASTA CON LA DEMAGOGIA, AI LAVORATORI BISOGNA DIRE LE VERITA’"

Messina, 23 dicembre ’11 – “Se l’Amministrazione comunale di Messina ha ribadito più volte l’indispensabilità dei lavoratori precari, senza i quali la macchina amministrativa non potrebbe proseguire, perché a pochi giorni dalla fine dell’anno, si registrano ancora ritardi nell’esito della Delibera contenente il fabbisogno triennale del personale, compreso quello della vasta platea del precariato?”.
E’ la domanda che pone la Cisl Funzione Pubblica di Messina riportando al centro dell’attenzione la questione dei precari del Comune di Messina.

“Non si comprende il motivo – spiegano il segretario generale della Cisl Fp Calogero Emanuele e il segretario aziendale Rosario Contestabile - per il quale si continua a tergiversare, con grave rischio per la tranquillità dei lavoratori, soggetti agli umori altalenanti della politica. Le vicende connesse al doppio incarico, il paventato dissesto finanziario che mette a rischio persino gli stipendi, la paradossale situazione delle partecipate e soprattutto la lentezza dei dirigenti nel dirimere le procedure di assunzione dei lavoratori precari, hanno come conseguenza una insostenibile e perenne preoccupazione”.

La Cisl Funzione Pubblica - non avvezza a sceneggiate pubbliche più o meno concordate, che sono poco proficue e soltanto fonte difastidio, effettuate con l’esclusivo scopo di pubblicità gratuita – chiede ancora una volta con forza di spingere l’acceleratore sulla risoluzione della vertenza precari. “E’ un atto non più rinviabile – concludono Emanuele e Contestabile – un atto dovuto a lavoratori che per troppi anni sono stati strumentalizzati dal bisogno”.

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