
Palermo, 02/01/2012 - Ieri 1 gennaio, durante la tradizionale messa di inizio anno al Comune di Palermo, Il Cardinale Romeo ha commentato nell'omelia la recente approvazione da parte del Consiglio comunale di una mozione a favore delle unioni civili. Il cardinale ha dichiarato "a proposito della famiglia, lasciate che, come padre e pastore di questa amata Chiesa di Palermo, rivolga proprio oggi e proprio all'interno di questo Palazzo di città, un accorato appello perché tutte le istituzioni si adoperino responsabilmente per salvaguardare il carattere sacro e di insostituibile valore dell'unione fra un uomo e una donna: è all'interno della famiglia che il dono della vita può fiorire e svilupparsi perché essa è punto di riferimento, è il primo ambiente in
cui l'uomo si relaziona, è il primo luogo di formazione psicologica e morale di ogni persona. La sua legge non può essere cambiata, perché è scritta nella natura dell'uomo stesso".
Rispettiamo tutte le opinioni, e difenderemo sempre il diritto di
tutti di esprimere la propria opinione, anche quelle di chi
discrimina. Ma la Palermo che sogniamo è "più bella, più accogliente,
più onesta, più laboriosa", come ha detto il cardinale, e quindi
attenta ai bisogni di tutti i cittadini, indipendentemente dal fatto
che siano sposati o meno, che siano o meno eterosessuali. Una Città
che accoglie e rispetta tutti e tutte, in cui sia assente "qualsiasi
forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza,
il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche
genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le
opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una
minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o
l'orientamento sessuale", come recita l'articolo 21 della Carta dei
diritti fondamentali dell'Unione Europea.
In altre parole la città che vorremmo è accogliente ed equa nei confronti di tutti.
Stupisce che sia proprio il Pastore dell'Arcidiocesi palermitana a
fare simili dichiarazioni, Chiesa che nella sua pratica quotidiana si
contraddistingue per la capacità di accogliere tutti, senza distinguo
o preconcetti.E stupisce oltretutto che queste dichiarazioni vengano
pronunciate in un luogo istituzionale, nello stesso Palazzo delle
Aquile in cui il Consiglio comunale, coraggiosamente e con grande
partecipazione trasversale negli ultimi 12 mesi ha deliberato per ben
due volte contro le discriminazioni.
Da parte nostra chiediamo con forza che gli amministratori del Comune,
della Provincia, della Regione e dello Stato si battano e si impegnino
per garantire a tutti la pienezza dei diritti di cittadinanza e la
possibilità di vivere con dignità.
Rivolgiamo in particolare un pensiero a quanti, proprio in questi
giorni, vedono concretizzarsi il rischio di essere espulsi dal mondo
del lavoro: speriamo che i gestori della cosa pubblica siano in grado
di far fronte alle emergenze che derivano dalla crisi economica, e che
nel farlo non discriminino tra persone sposate e non sposate.
Arcigay Palermo
ho iniziato la lettura del blog e mi sono fermato al primo capitolo. Cardinale,chiaramente anche tu al pari mio con ruoli ben diversi tenti di tutelare la "morale" che come cristiani credenti ci appartiene , ma...mi viene da chiederti per la "divisa" che indossi, da che pulpito viene la predica?
RispondiEliminaRaffaele Ianniello,di Gioiosa Marea(diocesi di Patti)