
Palermo, 22 gen. 2012 – Tra gli impegni contenuti nel protocollo di legalita' messo a punto dall'assessore regionale al Trasporto e alla Mobilita', Pier Carmelo Russo, e sottoscritto da otto associazioni di categoria Assotrasport, Aitras, Assiotrat, Confartigianato, Confindustria, Fai, Fita e Lega delle cooperative, è prevista l’espulsione dagli organismi associativi dei componenti condannati con sentenza, anche non definitiva, per reati di mafia.
Previsto pure il divieto di designare nella Consulta regionale dell'autotrasporto rappresentanti che abbiano riportato condanne, anche non definitive, per reati contro la pubblica amministrazione o per violenza o minacce consumate durante lo svolgimento di scioperi e manifestazioni che interessino il settore dei trasporti.
"Cosi' come facciamo i bandi senza un termine fisso, ma a sportello - ha tenuto a precisare Russo - chiunque puo', in qualunque momento, aderire al protocollo di legalità che resta un contratto aperto". Ottima cosa!
Al patto di legalità si è addivenuti dopo che da alcune associazioni di categoria era stato lanciato un grido d'allarme per la situazione che si e' determinata dopo cinque giorni di protesta in Sicilia, con il blocco dell’autotrasporto e l’appello dello steso presidnte regionale di Confindustria, Ivan Lo Bello, sulla possibilità che tra gli organizzatori della protesta potessero celarsi soggetti collusi con la mafia e mafiosi in quanto tali.
Da qui il patto di legalità, che sembrerebbe formulato, preciso-preciso, per essere reversibile.
E sarebbe stato un vero segnale di rivoluzione e intransigenza legalitaria e programmatica se gli autotrasportatori avessero preteso di applicarlo contestualmente alla polita, all’ARS. Perché se è giusto, opportuno e legittimo che tali misure vengano opposte alla società ‘civile’ è altrettanto sacrosanto che si oppongano agli esponenti della politica, dall’ARS ai Comuni, dai comitati per le feste patronali ai consigli di quartiere.
"Prendo atto che il buon senso è prevalso. - scrive sul suo blog il presidente Raffaele Lombardo - Ho riconosciuto che le ragioni della manifestazione sono fondate e sono state rappresentate con la rabbia e la fermezza che la drammatica situazione economica-sociale impone.
Ma il disagio e la sofferenza ed i danni patiti dai siciliani hanno raggiunto un livello insopportabile."
"Oltre che fare l’impossibile per la soluzione dei problemi posti sia dai manifestanti che anche da tutti i rappresentanti delle categorie economiche siciliane, conto di trovare la giusta attenzione del Presidente del Consiglio per le condizioni della Sicilia e del Sud perché si determini una svolta nell’azione del Governo nonché delle politiche della Comunità Europea."
E' giusto tornare a viaggiare, giustissimo contrastare la mafia in ogni sua espressione, ma questo patto di legalità lo avrà pure sottoscritto foss’anche una sola ‘sigla’, un solo cittadino mortale aderente alla protesta? Un patto di legalità da laboratorio, a senso unico, che… senso ha?
D.M.C.
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