Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MESSINA: DECAPITATA LA FAMIGLIA BONAFFINI, DEDITA ALL'USURA

Messina, 05/01/2012 - La Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di due soggetti ed una di applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di un terzo resisi responsabili del reato di usura ai danni di un imprenditore locale. Gli arrestati, due fratelli e il cognato degli stessi, tutti facenti parte della nota famiglia mafiosa messinese Bonaffini, sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di usura, perpetrato tra aprile 2010 e luglio 2011, ai danni di un commerciante messinese in ristrettezze economiche al quale era stato concordato un prestito di 5000 euro.
“L’accordo” stipulato tra l’imprenditore e uno dei due fratelli prevedeva la restituzione di una somma mensile di interessi pari a 600 euro sino alla restituzione della somma prestatagli in un’unica soluzione.

Quando, nel marzo 2011, l’estortore era stato arrestato nell’ambito dell’Operazione Fenice, il compito di riscuotere il debito era stato assunto dal fratello e dal cognato.
In caso di ritardo nel pagamento degli interessi però lo stesso estortore raggiungeva comunque la vittima telefonicamente profferendo pesantissime minacce nei suoi confronti.
Contravvenendo poi alle restrizioni previste dalla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e dalla misura cautelare degli arresti domiciliari a cui era sottoposto, lo stesso si recava più volte presso l’esercizio commerciale per sollecitare con ripetute minacce il pagamento della somma pattuita.

Così come disposto dall’ordinanza del GIP presso il Tribunale di Messina i due fratelli sono stati, il primo associato alla casa circondariale di Messina, il secondo riaccompagnato presso la propria abitazione per ivi rimanervi al regime degli arresti domiciliari. Il cognato dei due, al momento dell’esecuzione dell’ordinanza, si trovava già ristretto presso la locale casa circondariale.
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Un ventitreenne di nazionalità romena, arrestato ieri dagli agenti del Commissariato Messina Sud, aveva tentato di rubare capi d’abbigliamento all’interno di un esercizio commerciale lungo la SS114. Era stato sorpreso dal titolare del suddetto esercizio con una tuta da ginnastica e un giubbotto in pelle a cui aveva già asportato la placca antitaccheggio.
Allertati dal proprietario del negozio, i poliziotti hanno fermato il giovane che, ai successivi controlli, è risultato già sottoposto agli arresti domiciliari per il reato di furto aggravato.
Inoltre il cittadino straniero aveva fornito in passato generalità diverse che attraverso controlli incrociati ed indagini più approfondite hanno portato alla reale identità e all’addebito dei reati contestati.
Gli agenti hanno pertanto arrestato il ladro per evasione. Lo hanno inoltre denunciato per il furto all’interno del negozio e per il reato di false attestazioni o dichiarazioni sull’identità personale.

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