Si è svolto questa mattina nell’aula magna dell’Istituto tecnico tecnologico Majorana l’ormai consolidato appuntamento dell’incontro con l’autore, promosso dalla scuola diretta dal preside Stello Vadalà in collaborazione con la libreria di Daniela Bonanzinga

Milazzo, 03/02/2012 - Ospite della giornata lo scrittore Antonio Ferrara che ha presentato il suo nuovo libro Batti il muro, quando i libri salvano la vita” (Rizzoli). Un incontro molto partecipato iniziato come un racconto, continuato come una performance da cabaret curato dagli studenti e terminato con un bel dialogo tra lo scrittore e gli oltre 300 ragazzi presenti. La storia raccontata da Ferrara, napoletano di origine ma ormai piemontese d’adozione, è di quelle che ti inducono automaticamente alla riflessione. Nella penombra di un armadio in cui la madre malata di mente la rinchiude, Caterina assapora il gusto della vita attraverso i libri. La giovanissima protagonista legge e sogna, le parole la trasportano in mondi sconosciuti e la aiutano a prendere contatto con la realtà. Ferrara si affida alla parola per intrecciare emozioni e rintracciare il gusto per la vita, fino a farci scoprire che, in fondo, il romanzo più affascinante è l’uomo in ascolto.
Lo scrittore ha l’abilità di interagire da subito con il suo pubblico. Non appena arrivato, ha subito messo a proprio agio i ragazzi, avvalendosi di un linguaggio semplice, moderno ed efficace e chiedendo loro di dargli del tu. E’ nata una conversazione piacevole con domande mirate su svariati argomenti di attualità riguardanti i giovani, con l’autore, che ha dato ampi chiarimenti in grado di soddisfare la curiosità dei presenti. “Batti il muro ha detto Ferrara - nasce una sera, in pizzeria, quando Stefania, sua cara amica libraia, gli racconta che lei, dall’età di sei anni a quella di tredici, passava interi pomeriggi chiusa a chiave nell’armadio dalla mamma. Da questa storia ha preso lo spunto per scrivere il primo capitolo del libro. Da quel momento in poi, però, Stefania deciderà di non raccontargli più nulla del suo passato, costringendolo ad inventarsi il resto.
Ma la storia è vera, tremendamente vera. Sono rimasto veramente contento dell’accoglienza dei ragazzi ha detto alla fine dell’incontro lo scrittore ho notato tanto interesse nei ragazzi che avevano già letto il libro e quindi si sono potuti confrontare con me in maniera spontanea ma concreta. E’ fondamentale che un incontro con l’autore sia preceduto dalla conoscenza del testo che si va a presentare perché così i protagonisti diventano i ragazzi e il libro e non lo scrittore che a quel punto è solo l’ospite d’onore, il riferimento per soddisfare la curiosità degli studenti.
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