Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MILAZZO E IL DISSESTO: MEGLIO U.N.I.T.I. CONTRO CHI LAVORA PER RENDERE IL CLIMA ROVENTE

Movimento U.N.I.T.I. Milazzo su dissesto e senso di responsabilità. Il movimento UNITI ritiene opportuno lanciare un appello alla responsabilità a tutte le forze politiche cittadine ed a coloro che, a vario titolo, lavorano a rendere il clima più rovente
Milazzo (Me), 19/02/2012 - Questa forza politica si esprime oggi con il “vantaggio” di avere, pressoché in solitudine,
denunciato lo stato di sbandamento dei conti pubblici, in aula consiliare ed in città, almeno dal 2008; con la stessa serena attenzione ai fatti e non alle chiacchiere invitiamo tutti ad un esame oggettivo dello stato delle cose.

La “cura da cavallo” che l’attuale amministrazione Pino ha, da subito, attuato, ha
ricondotto i “fondamentali” dell’ente entro parametri di virtuosità. In altri termini, se il
comune oggi non fosse gravato “dal passato” la situazione sarebbe certamente tra le
migliori possibili. È un dato oggettivo che il “tentativo di recupero” attuato in un anno e
mezzo e pagato a caro prezzo in termini di azzeramento della spesa e conseguente
offuscamento dell’immagine politica, è stato frustrato dal continuo piovere degli effetti
delle devastanti scelte amministrative della passata gestione.
In tal senso arriva e “si ferma” la valutazione politica!
Il resto è un problema tecnico che l’amministrazione, più che il diritto, ha il dovere
di porre. Gravissime sarebbero infatti le responsabilità se si omettesse di chiedere i
pronunciamenti di legge a revisori dei conti e consiglio comunale atteso che a Loro, e solo
a Loro, compete la dichiarazione di dissesto.

Questo agitare “spettri di licenziamenti” o “esplosione di ulteriori tassazioni” per
responsabilità della giunta è, a dir poco, forviante e insospettisce sulle reali motivazioni di
chi agita così strumentalmente le acque.

A Milazzo serve senso di responsabilità “a tutti i livelli”; serve professionalità
nell’apparato burocratico - amministrativo a partire dai revisori dei conti che saranno da
qui a poco rinnovati, serve serietà in chi è chiamato a fare valutazioni nel mondo politico
affinché non vi siano dubbi che le scelte effettuate non siano il frutto di un becero scontro
tra fazioni ma il risultato di una ragionata, obiettiva e responsabile analisi nell’interesse
della città.

In tal senso UNITI non starà a guardare. Oggi, come ieri, non mancherà di far sentire
la propria voce vigile e forte nell’interesse di una città in cui si deve smettere di guardare al
passato (a partire dalle metodologie che sovrintendono ai processi decisionali) per “tirare
una linea” e cogliere l’opportunità storica che è stata consegnata a questa compagine
amministrativa nel 2010.

Si apra quindi un dibattito, pubblico e chiarificatore, che spieghi cosa sia il dissesto,
quali effetti comporti e se costituisca, alla luce della situazione attuale, un problema o una
soluzione.
La gente vuole e deve sapere la verità, la politica deve rispondere.

Il portavoce
Ing. Gianfranco Minniti

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