Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

MILAZZO: IL MAGISTRATO NICOLA GRATTERI, PROCURATORE DI REGGIO CALABRIA, INCONTRA GLI STUDENTI DEL “MAJORANA”

Appuntamento con il magistrato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, per gli studenti dell’ITT “E. Majorana” di Milazzo. Tema centrale della relazione, “Le vostre idee camminano sulle nostre gambe”

Milazzo (Me), 16/02/2012 - L’iniziativa rappresenta un momento di riflessione a vent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui persero la vita i giudici Falcone e Borsellino. Il tema centrale della relazione si è sviluppato sulla scia dell’accorata richiesta d’aiuto, “Le vostre idee camminano sulle nostre gambe”, che i ragazzi palermitani, dopo gli attentati, rivolsero alla memoria dei due magistrati scomparsi.

Dopo i saluti del Dirigente scolastico Stello Vadalà e la presentazione del prof. Filippo Russo è stata la volta di Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso il tribunale di Reggio Calabria.Un intervento brillantissimo, il suo, che ha polarizzato l’uditorio ponendo l’accento sulla centralità dei giovani per operare un cambiamento dei modelli sociali e culturali oggi imperanti. “Niente parole di speranza, ma verità nuda e cruda”, ha esordito. Ha sottolineato poi la necessità di operare non “tagli lineari” della politica, ma interventi mirati ad eliminare gli sprechi nella gestione dei costi del sistema giudiziario troppo arcaico e per nulla informatizzato; la necessità di incentivi nella scuola per promuovere cultura della legalità; di trattati bilaterali con i paesi di provenienza dei detenuti stranieri in Italia per favorire lo snellimento delle carceri.

Non riflessioni di tipo etico, ha proposto, ma un monito ai ragazzi perché riflettano sul fatto che delinquere non conviene in quanto chi entra nelle file della mafia difficilmente ne esce indenne, e perché considerino lo studio unica arma per ritagliarsi uno spazio occupazionale futuro in un contesto di diffusa corruzione in cui i più deboli vengono spesso sopraffatti.

Al termine un dibattito molto articolato, nel corso del quale il giudice Gratteri ha sottolineato la necessità di recuperare la nostra identità nazionale e di salvaguardare il made in Italy come strumento di promozione all’estero. Alla domanda se si possono sconfiggere le mafie, Gratteri ha risposto che è possibile se si opera un cambiamento nel codice penale e di procedura penale, nel sistema di detenzione e nel sistema scolastico. In linea con il pensiero di Falcone che affermava che la mafia è un fatto umano e, come tale, avrà un inizio e una fine.
“Un’esperienza davvero importante per i nostri ragazzi – ha affermato il preside Stello Vadalà – che sicuramente hanno avuto la possibilità di raccogliere importanti insegnamenti da parte di chi è sempre in prima linea per difendere i valori della legalità e i diritti della persona contro la sopraffazione e la cultura mafiosa. Iniziative come questi sono fondamentali per arricchire la crescita dei ragazzi”.

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