Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CINA, PONTE SULLO STRETTO E TIBET...

Librizzi (Me), 23/03/2012 - Lo svolgimento, oggi, a Librizzi, e domani a Patti, del Convegno «TIBET E CINA» - La storia, il contesto culturale e l'attualità, ci offre l’occasione di riflettere più e meglio sul tentativo operato in lancia di penna
da taluni settori politico-mediatici siciliani di favorire l’espansionismo economico in Sicilia della più popolosa autocrazia del Mondo: la Cina Popolare.

Si offre una subordinazione “coloniale” del Territorio Siciliano all'imperialismo economico cinese nel Mediterraneo ed in Europa.

E si propone addirittura di chiedere un finanziamento per la realizzazione
del Ponte sullo Stretto di Messina.
Tentativi di gruppi mediatici, economici e politici di orientare il Premier,
Monti a trattare con la Cina sul finanziamento al Ponte, dimostrano, se ve
ne era bisogno, quanto lontani questi settori siano dalla realtà quotidiana
che vivono la stragrande maggioranza dei Siciliani.


Auspichiamo che il Presidente del Consiglio ignori, dunque, l’ improvvido
invito rivoltogli dal Presidente della Regione di farsi “raccomandatario” della
“questione ponte” presso Pechino.

Sarebbe oltremodo grave se il Ponte tornasse ad essere e proporsi come
modello e paradigma di un prototipo di relazioni politiche, economiche e
infrastrutturali di tipo dirigista e coloniale e per lo più stavolta subappaltate
al più grande sistema assolutistico del Pianeta.

Quella stessa Cina Popolare che dal 10 marzo 1950 conculca, opprime e
offende la Nazione ed il Popolo Tibetano.

Come Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia
Indipinnenti” speriamo che il nostro ragionamento sia condiviso anche dai
convegnisti di Librizzi oggi e di Patti domani e che dal Messinese venga un
monito e un rinnovato, popolare NO ad un Ponte che minaccia il futuro
della Sicilia e di Messina e che per di più favorirebbe l’imperialismo
economico cinese nel Mediterraneo solo per rimettere in circuito un
modello depauperativo come quello del Ponte sullo Stretto.

Commenti