Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PRECARI, ANCHE A CAPO D’ORLANDO LA PROTESTA DI CGIL CISL E UIL

Continua su tutta la provincia la protesta dei lavoratori precari dopo le continue incertezze degli Enti di non dare seguire all'applicazione della legge regionale sulla stabilizzazione definitiva che deve avvenire entro il 31 dicembre

Messina, 18/04/2012 - Dopo Messina, Barcellona P.G. e Giardini anche Capo d’Orlando si è svolta una partecipatissima, assemblea unitaria di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl che si è tenuta nella sala consiliare. La mobilitazione si è resa necessaria a seguito dello stop imposto dalla Corte dei Conti alla stabilizzazione del personale precario nelle pubbliche amministrazioni – sottolineano CGIL CISL E UIL – e sono finalizzate ad una grande manifestazione regionale unitaria che faccia sentire la voce della protesta, della rabbia e anche della proposta rispetto ad una vertenza che si trascina ormai da troppi anni sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie.

Il solo strumento valido – sottolineano Nino Pizzino della Fp CGIL, Alfonsa Franchina della Fp Cisl e Francesco Costanzo della Uil Fpl - in questo momento è la L.r. 24/2010 e non è ammesso che nessuno metta in dubbio che sia inutilizzabile, qualsiasi ipotesi di abbandonare questa strada per prenderne altre quale quella di consorzi, di società partecipate e altro è impercorribile.

La confusione che nell’ultimo periodo si è generata non è solo un problema per il personale interessato che vive quotidianamente in uno stato di incertezza , ma è anche un elemento destabilizzante per le Amministrazioni che vivono con “paura” questo percorso.
“Purtroppo vi sono anche delle strumentali posizioni da parte dei sindaci che giocano a rinviare sempre più avanti il problema sperando che questo venga risolto da altri. Il sindacato non può più tollerare questo modo di fare e quindi ha deciso di passare all'azione con la convinzione che il problema va risolto, senza più nessun alibi per alcuno. Ci aspettiamo anche un sussulto da parte dei sindaci e delle amministrazioni interessate perché il problema non è solo per il sindacato, ma in gioco c’è il futuro di lavoratori che hanno famiglia, che assicurano servizi e che hanno pari dignità”.

Rivendichiamo, continuano Pizzino, Franchina e Costanzo la definizione delle dotazioni organiche, l’adozione del piano triennale del fabbisogno del personale, l’inoltro alla Regione del Piano di fuoriuscita e la prosecuzione dei tavoli tecnici per definire i processi di stabilizzazione. Questo personale fa funzionare gli Enti Locali e consente ai comuni di incassare risultati positivi ottenendo un risparmio concreto dal momento che il costo per le assunzioni è a carico della Regione

Commenti