Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MESSINA. TRISCELE: I SINDACATI CHIAMANO A RACCOLTA LA POLITICA E LE ISTITUZIONI PER IL FUTURO PRODUTTIVO DELL'AZIENDA

Messina, 18 mag 2012 – Un impegno concreto per il futuro produttivo della Triscele. Questo il tema dell'iniziativa organizzata dalle segreterie provinciali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil per lunedì prossimo, 21 maggio, a partire dalle ore 9.30, nel Salone degli Specchi della Provincia Regionale di Messina. All'iniziativa parteciperanno i deputati regionali della provincia di Messina, il presidente della Provincia, Ricevuto; il sindaco di Messina, Buzzanca; i segretari generali di Cgil Cisl e Uil Messina, Oceano, Genovese e Amato, e i segretari regionali di Flai Cgil, Tripi, Fai Cisl, Colonna, Uila Uil, Pensabene.

Le organizzazioni sindacali, dopo avere ottenuto la proroga della Cassa integrazione in deroga sino al 31 dicembre 2012, ritengono necessario un confronto stringente che possa portare nel più breve tempo possibile alla predisposizione del Piano industriale di delocalizzazione dello stabilimento della Triscele. Dell'iniziativa è stata informata la Prefettura di Messina la quale, sin dall'inizio, è stata sensibile alla necessità che i lavoratori tornassero alla produzione.
Le organizzazioni sindacali ritengono necessario che la politica e le istituzioni facciano di tutto per evitare che una delle aziende storiche di Messina chiuda determinando non solo la perdita di 42 posti di lavoro e altrettante famiglie in difficoltà, ma la scomparsa di un segmento produttivo importante per l'economia della città.

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