
Palermo, 08/05/2012 - Palermo e i palermitani hanno scelto mio nome e il mio programma: con la nuova legge elettorale i voti dati dalle liste non vanno al candidato, quindi per la prima volta c’è un risultato elettorale per un sindaco scelto con nome e cognome, non per apparentamento con delle liste. Uno straordinario risultato che mi rende molto felice, ma anche responsabile: voglio essere degno di quanto sono chiamato a fare.
Oltre alla straordinaria vittoria, un altro motivo di felicità è quello di essere insultato da Angelino Alfano. Vorrei che mi insultasse ancora, lo considero un complimento essere insultato da uno come lui.
E’ da alcune settimane che studio capitoli di bilancio del Comune, e posso assicurare che il mio obiettivo è evitare il dissesto finanziario: Palermo non può permettersi il dissesto finanziario, l’aumento fino al massimo e oltre delle imposte, lo stop della spesa corrente. Si può evitare tagliando una serie di sprechi e di ruberie.
E da oggi in poi servirà una amministrazione intelligente, per pulire la città utilizzando tutti i sistemi di raccolta differenziata che nel mondo civile produce utili.
Se io avessi pensato di fare il sindaco che campa alla giornata non mi sarei candidato, e se avessi pensato che i problemi non sono risolvibili l’avrei detto prima: io ho detto in campagna elettorale che i problemi sono risolvibili se c’è una amministrazione competente e autorevole. E che quando parla di patto di stabilità e Imu a livello nazionale venga ascoltata.
Io ho un obiettivo, ricucire con la città, fare in modo che sia unita e che sia la Palermo del libro, del vicolo, la Palermo in Sicilia e la Salermo nel mondo. Se poi qualcuno non capisce, continui pure a frequentare Lombardo. Ci sono tanti elementi di polemica nei confronti delle ipotesi proposte, io non voglio fare polemica, penso al programma di governo e per dimostrare che non mi faccio distrarre da liti di pollaio, confermo che farò per 5 anni l’assessore al personale: per motivare il personale, per scegliere le persone per la competenza e non per l’appartenenza, e per dire ai palermitani che quando vanno negli uffici comunali e non ottengono i servizi dovuti, io ci metto la faccia e non un delegato.
La prossima amministrazione non si occuperà soltanto di emergenze, ma cercherà di far camminare insieme emergenza e progetto. Ma se ci occupiamo solo di emergenza, tra 5 anni l’emergenza sarà ancora qui. Quando vuoi uscire da una stanza con 4 porte, prima di indicare la porta da cui uscire, devi dire dove vuoi andare, qual è il progetto: sennò esci dall’emergenza e sei ancora più lontano dal progetto. Abbiamo già fatto 6 riunioni di giunta per rodare le dimensioni progettuali della prossima amministrazione. Noi vogliamo scrivere con i palermitani la storia di questa città, dopo 10 anni di cronaca giudiziaria. la Storia con la S maiuscola.
Leoluca Orlando
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