Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SINDACI DELL'ATO ME 2: FORTI DUBBI SULL'ENTITÀ DEGLI IMPORTI E SULLA CORRETTEZZA DELLE TARIFFE APPLICATE

Furnari, 1 giugno 2012 - I sottoscritti Sindaci dei Comuni facenti parte dell’assemblea ATO ME2, firmatari del presente documento, informano di avere depositato, nei termini di legge, presso l’Assessorato Regionale all’Energia, Dipartimento acque e rifiuti, un propositivo progetto consortile finalizzato alla gestione integrata dei rifiuti, all’abbattimento dei costi, al rispetto dell’ambiente ed alla effettiva attuazione della raccolta differenziata.

Al contempo, sono costretti a denunciare la gravissima situazione di fatto che affligge l’intero territorio nel disinteresse generale degli organi competenti, che lascia soli gli Enti Locali nell’impossibilità di trovare una soluzione per un sistema rifiuti, in perenne emergenza, che ha stremato i bilanci comunali.

Evidenziano, invero, che nella fattispecie, nessuno addebito di inadempienza può essere mosso ai sindaci che restano -- da soli ed ogni giorno -- in prima linea sul territorio i quali, unitamente alle rispettive popolazioni, rappresentano solo le vittime di un discutibile sistema che produce introiti solo per pochi soggetti.

Denunciano ancora che il contenzioso aperto tra l’”ATO ME 2 S.p.a.” in liquidazione ed i suoi creditori da una parte e tra la medesima società d’ambito e la “Tirreno Ambiente s.p.a.” dall’altra parte (quest’ultimo avente ad oggetto il conferimento in discarica) non è definito, sicché i singoli Comuni non possono accettare di sottoscrivere contratti contenenti pattuizioni “leonine” a danno dei propri bilanci, quando invece sussistono forti dubbi sulla entità degli importi effettivamente dovuti, sulla correttezza delle tariffe applicate, sulla natura dei servizi svolti.

Chiedono alle autorità competenti di svolgere le opportune indagini sulla intera vicenda accertando se, nella fattispecie, un pubblico servizio di smaltimento e conferimento in discarica, che si avvale di contributi comunitari, possa essere sospeso o interrotto ed, ancora -- a tutela della salute e dell’ambiente -- se la gestione della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea sia conforme alla normativa nazionale ed europea.

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