Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LOMBARDO: "ROCCO CHINNICI SEPPE IMPRIMERE UNA SVOLTA NELLA LOTTA ALLA MAFIA"

Palermo, 28 lug. 2012 - "Ventinove anni fa Palermo veniva sventrata da un'autobomba mafiosa che uccideva il consigliere istruttore del Tribunale, Rocco Chinnici, i due carabinieri della scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l'appuntato Salvatore Bartolotta, e l'ignaro portiere dello stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi, dove abitava il magistrato.

Con quella strage, Cosa nostra alzava il tiro e colpiva l'ideatore del pool antimafia, inventore di un nuovo e virtuoso sistema investigativo, basato sulla condivisione delle indagini tra i vari giudici e sugli accertamenti bancari. Chinnici, che aveva voluto al suo fianco i giovani colleghi Falcone e Borsellino, seppe imprimere una svolta nella lotta alla mafia, gettando le basi del primo maxi processo. Il rigore morale e l'attaccamento al dovere caratterizzarono la vita del giudice Chinnici e proprio queste sue eccelse virtu' ne decretarono la morte. Con affetto e commozione, mi stringo con solidarieta', insieme a tutto il governo regionale, che fino a qualche settimana fa ha avuto l'onore di avere come componente la dottoressa Caterina Chinnici, ai parenti del giudice e delle altre vittime, cadute per mano mafiosa".

Lo dichiara il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, in occasione dell'anniversario della strage del 29 luglio 1983 a Palermo.

“Le immagini di Via Pipitone Federico sventrata dal primo tritolo utilizzato dalla mafia nella storia della Sicilia del dopoguerra, restano incancellabili. Cosa Nostra eliminò così un magistrato simbolo della lotta contro la mafia: il giudice istruttore Rocco Chinnici. Con lui furono stroncate le vite di altre tre persone innocenti: il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, entrambi componenti della scorta del magistrato, e Stefano Li Sacchi, il portiere dello stabile davanti al quale esplose l’autobomba. Da quel 29 luglio del 1983 sono passati 29 anni, una vita. Ma il ricordo di questi uomini è ancora vivo. A tutti loro oggi va il mio pensiero, convinta che il loro sacrificio sia un faro per chi continua a combattere contro la mafia”.

A 29 anni dalla strage di via Pipitone Federico, Sonia Alfano (Presidente della Commissione Antimafia Europea) ricorda il giudice istruttore Rocco Chinnici e le altre vittime dell’attentato.

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