Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CIMINO (GRANDE SUD): "IL GOVERNO NAZIONALE NON INGENERI ALTRI PREGIUDIZI SULLA SICILIA"

Palermo 22 Luglio 2013 - "Se dal primo giorno il governo Monti si fosse occupato anche del Sud si sarebbero potuto evitare tutte le notizie inesatte sulla situazione finanziaria in Sicilia che hanno riempito i giornali di questi giorni. "Lo dice Michele Cimino,deputato regionale di Grande Sud."Che la Regione siciliana avesse problemi era noto a tutti, continua Cimino,ed il governo Monti invece di tagliare indiscriminatamente i fondi doveva approfondire  i problemi delle varie realtà.  Ingenerare odio verso la Sicilia da parte delle altre regioni italiane non fa bene a nessuno. La Sicilia dal governo nazionale vuole quello che le spetta: i trasferimenti dovuti e non elemosina.

Capisco che era indispensabile tagliare la spesa pubblica,dichiara il deputato di Grande Sud, ma in  un Isola come la nostra dove manca il lavoro ,dove sicuramente in passato nell'amministrare sono stati fatti molti errori, prima doveva lo Stato dare quello che doveva e poi calare la scure.  Per le Autonomie speciali il concorso alla finanza pubblica sancito dal d.l. 95/2012 è di 600 milioni sul 2012 (700 per le ordinarie), 1,2 miliardi sul 2013. Per i prossimi anni è di più di quanto si richiede a tutte le Regioni ordinarie.
Mentre gli accantonamenti sulle entrate previsti ammontano, da quest'anno, ad oltre 354 milioni. A questi vanno aggiunti i minori trasferimenti erariali in favore degli enti  locali previsti dal d.l. n.95/2012 (che pesano complessivamente nel biennio 2012-13 2,5 md). Per la Sicilia, presumibilmente, nel biennio l'ulteriore taglio e' di circa 250 milioni. Purtroppo la situazione si sta facendo insostenibile ed occorre cercare di armonizzare il bilancio della Regione siciliana con quello dello Stato,conclude Cimino, e trovare insieme una soluzione che faccia superare a tutti questo brutto momento."

Commenti