Riceviamo e pubblichiamo "un documento di chiarimento della posizione degli abitanti del Borgo Antico di Milazzo in merito all'esposto da loro presentato giorni fa alle autorità competenti nella speranza possa essere pubblicato per sanare un po' la polemica scaturita dopo l'esposto stesso"
Milazzo, 11/07/2012 - A seguito dell’Esposto-Denuncia presentato da un gruppo di cittadini del Borgo Antico di Milazzo terrei a precisare alcune cose che evidentemente, e forse intenzionalmente, sono state interpretate in maniera scorretta. Innanzi tutto nessuno, e sottolineo nessuno, si auspica la chiusura dei locali, infatti, nel succitato esposto non viene mai proposta questa soluzione. Di locali a Milazzo ce ne vorrebbero probabilmente di più, anche discoteche e luoghi di ritrovo per i giovani.
Ma siccome viviamo in una società civile, o almeno così dovrebbe essere, tutto quello che ci circonda deve essere regolamentato affinché si tutelino i diritti di ognuno. Il grosso problema è che, purtroppo, chi è preposto ed ha l’autorità per far rispettare queste regole, troppo spesso ignora o finge di ignorare le regole stesse, creando una condizione di caos giudiziario, una sorta di legge della Jungla, dove tutti vanno contro a tutti e gli unici che ci guadagnano, non solo da un punto di vista economico, sono proprio quelli che stanno a guardare, scaricando le conseguenze delle proprie non-azioni sui cittadini inermi e permettendo così il propagarsi del caos stesso.
Le problematiche del Borgo come di altre località cosiddette turistiche, è che la maggior parte dei comuni italiani, compreso Milazzo, non ha adempiuto alle direttive statali della legge sull’inquinamento acustico del 26/10/1995 n°447, ovvero il piano acustico di zona compresa la classificazione del territorio e gli eventuali piani di risanamento acustico nel caso ci fossero anomalie preesistenti l’entrata in vigore della legge stessa. Questo è rimasto a livello di pura utopia ed il tutto è stato ignorato. Da qui la concessione di licenze senza alcun criterio oggettivo, senza tener conto se le aree in questione erano popolate e quanto densamente. Quello che si chiede è semplicemente di far rispettare le regole, che tra l’altro esistono, in modo da veder tutelati i propri diritti e ciò è assolutamente al disopra di ogni scusa, perché se andiamo ad analizzare bene la questione di scuse si trattano, anche quelle sbandierate come la salvezza di una sedicente economia o vocazione turistica.
Le proposte alternative alle problematiche che negli anni sono state formulate da cittadini sensibili o associazioni sono sistematicamente state ignorate se non osteggiate dalle varie Amministrazioni e ciò conferma la non volontà a risolvere veramente le questioni. Non voglio entrare nei meriti del perché ciò sia o non sia avvenuto, ma ribadisco che evidentemente non c’è di certo trasparenza su come viene gestita la cosa pubblica a Milazzo. Non solo, come detto prima, non solo non sono stati fatti i piani di acusticizzazione, non solo sono state rilasciate licenze con “troppa leggerezza”, non solo sono state ignorate le alternative, ma, dulcis in fundo, non vengono nemmeno fatti i dovuti controlli ordinari e straordinari dopo le segnalazioni di abuso, che avvengono oramai da anni, da parte dei cittadini e con questo si intende una reale presenza sul territorio delle Forze dell’Ordine e non una sporadica “retata” tanto per calmare le acque. Parlare della questione in termini di “economia” è semplicemente ridicolo.
Chi si riempie la bocca di paroloni e parolacce senza avere la benché minima idea di che cosa stia parlando, evidentemente nemmeno l’intelligenza di fermarsi un attimo a pensare, farebbe meglio a tacere. Secondo questi “qualcuno” (purtroppo anche fra chi ci governa), vuol far credere (voglio sperare in buona fede) che tutta l’economia del Turismo a Milazzo sia basata sui locali del Borgo e questo è uno sproposito bello e buono. Il turista, quello vero, quello che veramente porta soldi nelle casse di Milazzo e fa girare l’economia stessa, dal Borgo si tiene ben lontano (ed essendo io nel settore lo posso dire per esperienza diretta e non per sentito dire da chissacchi!!! La carenza di prenotazioni nei B&B ed altri per questa estate è già in atto e di certo non per la “falsamente paventata” chiusura dei locali del Borgo) perché non rientra nelle caratteristiche ricercate dai vacanzieri veri.
Puoi saltuariamente “acchiappare” il turista di passaggio, che comunque normalmente non si fa fregare una seconda volta per cui non ci ritorna. Non è mai successo di trovare il turista che viene e rimane a Milazzo per le notti al Borgo. Generalmente i frequentatori sono quasi tutti milazzesi, con poche eccezioni per l’hinterland e quasi nessuno oltre un raggio di pochi chilometri dal centro, per cui, questo movimento di denaro, è quasi tutto esclusivamente “casalingo” a vantaggio solo di quei pochi gestori di locali che ne usufruiscono. Tra l’altro bisogna anche vedere se questi soldi rimangono veramente a Milazzo o se ci sono gestori di “fuori” con emigrazione “fuori” del denaro stesso.
Nei paesi civili e veramente organizzati da un punto di vista turistico, tutto funziona in maniera completamente diversa e con questo mi riferisco a realtà che ormai hanno fatto una politica del territorio responsabile ed intelligente tale da diventare mete ambite e che consolidano la propria posizione sempre di più ogni anno che passa. Non dimentichiamo che le troppo citate località a noi vicine (Capo d’Orlando, Patti, Venetico ecc.) stanno cominciando ad avere forti problemi proprio per via di una non esattamente ragionata politica turistica. Si sta cominciando a vedere che non è vincente puntare esclusivamente su discoteche, musica dal vivo e simili. Infatti, per consolidare un turismo “vero” bisogna organizzare eventi “veri” che diventino un effettivo punto fermo di richiamo. Il Borgo potrebbe essere pieno di locali, e noi ce lo auguriamo, ma che siano rispettosi dell’ambiente in cui si trovano e dei loro abitanti.
Potrebbero esserci locali che fanno piano-bar integrandosi ed esaltando l’atmosfera antica del Borgo stesso, altri potrebbero organizzare serate culturali o mostre di artisti milazzesi e quindi far diventare le serate non una semplice libagione oltre limiti con musica Afro-techno-house dal vivo sul marciapiede ed a volumi impressionanti, ma un ottimo connubio tra divertimento e cultura (a proposito, per chi usa ed abusa troppo spesso del termine “Movida” faccio presente che il vero significato, lo spirito della Movida, è proprio questo ovvero accostare al divertimento la cultura e non semplicemente bivaccare e pascolare bevendo e…. bevendo ed altro… senza altri scopi).
Di esempi di cosa si potrebbe fare ce ne sono a centinaia, basta semplicemente ed intelligentemente guardarsi intorno o ascoltare per trovarli, ma poi però avere la volontà di fare… Lo scopo di quella lettera-esposto, lo ribadisco per l’ennesima volta, non è di far chiudere ma di cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica affinché costringa chi “DEVE FARE” ma che finora “NON HA FATTO” ad affrontare decisamente ed in maniera risolutiva quelle che sono le esigenze in materia di “giovani”, “turismo” e “diritti dei cittadini”.
Comunque il fatto che ci siano pochi interventi da parte dell’autorità preposta non autorizza i gestori dei locali a comportarsi come si stanno comportando, anche se questo non riguarda proprio tutti. Ci sono gestori (cito il “Pachamama” tanto per fare dei nomi e non me ne vogliano gli altri perché non è possibile citarli tutti) molto attenti a quelle che sono le esigenze della popolazione, cercando tra l’altro di mantenere anche la strada di fronte al proprio locale il più decorosamente possibile, togliendo quello che i propri avventori avessero eventualmente abbandonato (bottiglie, bicchieri di plastica ecc.) arrivando anche a spazzare e lavare la strada stessa. Ma quanti gestori prendono esempio da questo?
Purtroppo pochi, troppo pochi!!! La maggior parte continua bellamente ad ignorare tutto… leggi, decreti, ordinanze e quant'altro regolamenti il vivere civile. Questo, oltre ad essere un esempio di maleducazione estrema verso il prossimo lo è anche verso se stessi (vorrei proprio vedere chi lascerebbe sul pavimento della propria casa la spazzatura gettata dai propri ospiti) perché bisogna considerare “casa propria” non solo quella all’interno delle mura domestiche, ma anche tutto ciò che è fuori ovvero la città nella sua interezza. A questo bisognerebbe arrivarci basandosi sulla propria intelligenza ed educazione (come sarebbe bello!!!) ma se proprio non si riesce ad avere quel minimo rispetto per gli altri allora la Autorità preposte hanno il DOVERE di sanzionare per ristabilire le regole (e questo non significa, lo ripeto per l’ennesima volta, arrivare alla chiusura del locale, casomai quello sarebbe solo l’ultimo drastico atto nel caso non ci fosse assolutamente la volontà di mettersi in regola). E che gli abitanti del Borgo non vogliono questo ma una convivenza pacifica lo dimostra anche il fatto che in questo periodo di crisi idrica, non hanno esitato a permettere ai locali che non hanno dispositivi di accumulo ed autoclavi, di poter usufruire della propria acqua in modo da rimanere aperti.
Questo nonostante (e duole dirlo) i comportamenti malevoli di alcuni gestori ed avventori che si sono protratti negli anni, nonostante persone malmenate e finite in ospedale perché, nel tentativo di rientrare a casa, abbiano discusso con chi aveva parcheggiato davanti la porta rendendo impossibile l’accesso, nonostante la signora anziana spintonata e gettata a terra dai frequentatori perché aveva detto di fare meno baccano, nonostante al rientro a casa l’automobile di una coppia con lei incinta a bordo sia stata bloccata e cominciata a far dondolare pesantemente, per puro divertimento, da un altro gruppo di avventori e con la cantante sul palco che incitava a dondolare ancora di più, nonostante alla richiesta di non suonare quella determinata sera perché si aveva un lutto in casa ci si sia sentiti rispondere “il gruppo musicale lo abbiamo pagato, per cui…”, nonostante spesso alle proteste degli abitanti sia stato risposto “Se non vi sta bene potete anche andarvene!”, nonostante la mattina ci si ritrovi spesso con autovetture danneggiate dai vandali notturni che ubriachi, e non solo, si scagliano contro qualsiasi cosa per divertirsi, nonostante un ragazzo sia stato recentemente malmenato e ridotto in fin di vita (è rimasto ricoverato in terapia intensiva per parecchi giorni prima di essere dichiarato fuori pericolo) solo per aver cercato di difendere una ragazza dai “soliti” teppistelli abituali frequentatori del Borgo (altro che turismo!!!!) e questi non sono solo che pochi esempi di quello che succede nella zona (si potrebbe anche parlare del giro di droga che aleggia al Borgo… ma questo è argomento assolutamente tabù e quindi di cui non si può neanche accennare!!!).
Certo, i gestori dei locali non possono essere responsabili di questi atti, ma sarebbe perlomeno doveroso anche da parte loro richiedere vivamente l’intervento delle Forze dell’Ordine e non ignorare il tutto. Mi amareggia e mi sconcerta l’intervista di uno dei primi gestori di locali apparsa nella Gazzetta del Sud perché anche in questo caso si interpreta la denuncia fatta dagli abitanti, in maniera assolutamente strumentale e non cogliendo il vero senso della stessa. Mi riferisco ad esempio alle citate ordinanze riguardo l’orario di stop della musica, ordinanze emesse ben sapendo che le stesse in passato non sono mai state rispettate e di conseguenza neanche nel presente (le ordinanze parlano di h. 1.30 mentre la normalità sono le h. 3.00-4.00).
Perché non si cita MAI che nessuna legge o ordinanza vieta categoricamente, se non con permessi speciali e solo per eventi particolari una tantum, l’esecuzione di concerti dal vivo all’esterno dei locali ovvero sulla pubblica strada, ma solo ed esclusivamente all’interno degli stessi e questo indipendentemente dall’orario? Come detto già prima, le prenotazioni verso le strutture ricettive di Milazzo sono già drasticamente calate e di certo non per la questione Borgo (anche queste affermazioni sono assolutamente false, quindi strumentali. Gradirei che chi parla si informasse meglio prima di parlare a sproposito). Per quanto riguarda il valore delle case è vero che dopo il risanamento del borgo c’è stato un incremento del valore immobiliare, ma la realtà attuale è ben diversa da quella del passato.
Non solo il calo di prezzo delle case al Borgo è già una realtà (ovviamente questo è dovuto anche alla difficile situazione immobiliare a livello nazionale) ma in questo contesto si è ultimamente accentuato perché praticamente più nessuno vuole acquistare una casa al Borgo proprio perché consapevole dei disagi, delle difficoltà e dei pericoli a cui andrebbe incontro se facesse questo passo. Per quanto riguarda gli affitti, gli unici che continuano a resistere e rimangono alti sono solo quelli (guarda caso) relativi ai locali commerciali mentre per quanto riguarda l’uso abitativo anche qui sono in discesa libera (basta fare una piccola ricerca su internet o presso le agenzie immobiliari per rendersene conto).
Anche il discorso sui posti di lavori è totalmente fuorviante perché agli ipotetici numeri citati nell’intervista bisognerebbe fare le dovute scremature. Ci sono locali e locali, NON SI PUO’ e NON SI DEVE fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono locali aperti tutto l’anno e che offrono dei posti di lavoro “veri” con dei salari “veri” e che, guarda caso anche qui, sono generalmente proprio quelli più rispettosi delle regole e muovono più economia loro, indipendentemente dalla già troppo citata “scusa turismo”, di altri tanti locali aperti stagionalmente e con “dipendenti” pagati senza regolare busta paga, contributi, versamenti vari eccetera (sarei anche tanto curioso di approfondire il discorso Siae ed occupazione del suolo pubblico).
Ma è proprio solo la seconda citata l’economia di cui si parla tanto ed esorto invece chi è in regola a combattere questo ennesimo tentativo di consolidamento del lavoro in nero che tanto si cerca di contrastare a livello nazionale. Come già detto e stradetto i locali (non in regola) non devono chiudere ma devono semplicemente rispettare le regole stesse. Rischiamo altrimenti di fare enormi passi indietro e vanificare i sacrifici di chi ha veramente combattuto in prima persona perché i diritti (di qualsiasi genere) fossero sanciti a livello legislativo, con manifestazioni di piazza, cortei, sit-in, assemblee e quant’altro (io in piazza c’ero rischiando in prima persona! Voi?). Sembra di essere nella Napoli (non me ne vogliano i napoletani) di qualche decennio fa dove imperava il contrabbando di sigarette e moltissime persone, di qualsiasi sesso ed età, venivano “impiegate” per la vendita al dettaglio delle sigarette stesse. Quando lo Stato, dopo anni di tentativi palliativi e fallimentari, decise di intervenire risolutivamente per porre fine al tutto, vi furono sommosse popolari nel nome di una economia che veniva cancellata. Peccato che questa economia era fondamentalmente basata sulla violazione delle leggi ed uno stato civile non può permetterlo, altrimenti (per chi non lo capisse è una provocazione!!!) proviamo a mettere un po’ di prostitute con gli introiti gestiti direttamente dal Comune, un po’ di banchetti di vendita Extasi o Cocaina al dettaglio e vedremo come l’economia salirà alle stelle!!!
Tanto se le leggi possono essere impunemente violate tanto vale farlo bene.
Ma un’altra cosa non viene poi mai considerata e che invece forse è la più grave di tutte, ovvero il discorso SICUREZZA! Tutto questo trambusto e soprattutto il parcheggio selvaggio nelle stradine del Borgo, oltre a creare forti disagi ai residenti i quali per rientrare nelle proprie abitazioni devono letteralmente scavalcare una massa di persone che occupa completamente la sede stradale e nel fare questo ci si trova SEMPRE esposti agli insulti, improperi, botte sulla carrozzeria e via dicendo, da parte di queste persone che si irritano al semplice pensiero di doversi spostare per far passare chi sta semplicemente cercando di rincasare (preciso tra l’altro che gli abitanti del Borgo sono costretti a pagare una tassa di ACCESSO semplicemente per poter tornare a casa) mettendosi sempre a rischio perché, viste anche le gravi forme di intolleranza ormai dimostrate a livello mondiale e d cui Milazzo non è esente, basta una parola di troppo per ritrovarsi aggrediti o coinvolti in una rissa (e questo non và preso come una esagerazione perché, purtroppo, è una realtà comprovata). Ma tutto questo non sarebbe niente di fronte al fatto che, in caso di emergenza, un’ambulanza o il mezzo dei Vigili del Fuoco non riuscendo a passare, o passando con difficoltà, non potrebbero prestare il dovuto soccorso nei tempi debiti. Faccio un esempio per tutti.
Lo scorso anno un’abitante al rientro a casa intorno all’una di notte, scopre di aver smarrito le chiavi e quindi chiama i Vigili del Fuoco. Arrivati sul posto, questi ultimi scoprono di non poter passare per le macchine parcheggiate selvaggiamente e che bloccavano letteralmente la strada di accesso (l’unica). Sono stati costretti quindi a far intervenire i Carabinieri che hanno dovuto bloccare il traffico sotto la scalinata del Castello, in modo da poter parcheggiare il loro mezzo. A quel punto, scale di emergenza in spalla, sono saliti per la scalinata in modo da arrivare all’abitazione in questione per l’intervento. Tutto si è risolto per il meglio ma solo perché si trattava di un banale smarrimento di chiavi.
Ma (riflettete bene) se ci fosse stato un incendio? Cosa avrebbero potuto fare i Pompieri? Salire la scalinata del Castello con in mano i secchi d’acqua? E se per il mancato o ritardato intervento fosse rimasta ferita se non deceduta qualche persona nell’incendio stesso? Oppure, se qualcuno ha un malore grave o qualcun’altro rimane ferito nelle frequenti risse e l’ambulanza non riesce a passare, cosa devono fare gli infermieri? Portare l’infermo in barella per la scalinata? E con questi due semplici esempi non stiamo parlando di utopie, ma di cose che possono accadere in qualsiasi momento. Meno di due mesi fa è caduto un grosso ramo da un pino in Via Duomo Antico, danneggiando fortemente un’autovettura parcheggiata e, guarda caso, in un punto dove la notte c’è una grossa concentrazione di avventori dei locali. E se quella caduta fosse avvenuta invece che di mattina qualche ora più tardi, che cosa sarebbe successo?
Che cosa ne sarebbe stato dei feriti, probabilmente anche gravi viste le dimensioni del ramo, dal momento che non si sarebbe potuto intervenire tempestivamente per le suddette ragioni? Ovviamente anche questa non è responsabilità dei locali ma sarebbe doveroso da parte loro, anche per la loro sicurezza e quella dei propri clienti, protestare fermamente affinché si intervenga per sanare queste realtà di caos estremo. La cosa sconcertante è che, nonostante le proteste, le denunce eccetera, NESSUNO intervenga, se non con qualche piccola e sporadica ammonizione assolutamente non risolutiva (mi riferisco anche all’ultimo “blitz” effettuato dalle Forze dell’Ordine ma che la sera dopo tutto era come se non fosse successo niente). Io mi chiedo: rubare è un reato e quindi chi ruba deve essere punito e messo in condizione di non farlo più, ma anche le cose sopra esposte sono un reato (regolamentate dal Codice Penale) ma in questo caso nessuno interviene affinché il reato cessi, per cui, cosa bisognerà fare per far smettere tutto ciò e ripristinare un po’ di ordine?
Il prossimo passo sarà una denuncia al Questore di Messina affinché scopra (e punisca) i responsabili che hanno permesso e tuttora continuano a permettere tutto questo.
Le alternative esistono, e quelle che non esistono si creano, basta avere la ferma volontà di “fare” e non rimanere assolutamente inerti a cullarsi sul “già esistente” soprattutto se il “già esistente” non è assolutamente consono ad una società civile, nel rispetto dei diritti di tutti, compresi quelli dei giovani che vogliono divertirsi, ma che ciò non deve assolutamente accadere solo sulle spalle di alcuni, anche perché la situazione è diventata insostenibile e l’esasperazione è al massimo per cui questo stato di cose non potrà e non dovrà durare ancora a lungo. Ma se ci dovessero essere delle risoluzioni più drastiche (e ci auguriamo di no, dipende dal buon senso dei gestori dei locali fuorilegge a mettersi in regola) allora la responsabilità non può essere attribuita esclusivamente ai già troppo vessati abitanti del Borgo, ma anche della cittadinanza, nella sua interezza, la quale ha sempre voluto far finta che certi problemi e disfunzioni, che riguardano tutta Milazzo e non solo il Borgo, non esistano e non siano mai esistiti, ma che ora punta facilmente e sterilmente il dito.
Mi scuso per la forse troppa lunghezza di questa lettera aperta, ma credo che occorra veramente fare chiarezza riportando quella che è la realtà senza strumentalizzazioni o semplici chiacchiere fini a se stesse.
Parretta Danilo
Noioso e inutile
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