Ricevo e inoltro la lettera inoltratami via mail dal collega, il Dott. Settimo Nizzi, deputato sardo del Pdl, membro della IX Commissione della Camera dei Deputati Trasporti, Poste e Telecomunicazioni e Segretario della Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria. Ritengo doveroso un brevissimo inciso per introdurre la lettera, all’interno della quale, il mio esimio collega, se da un lato descrive, con entusiasmo, la bellezza paesaggistica, ambientale e naturale della Sicilia, dichiarandosi incantato ed affascinato dalla nostra terra, emerge contestualmente la sua riprovazione e la sua condanna nei confronti dello stato quasi primitivo in cui versano le nostre infrastrutture, in particolare quelle autostradali.
Durante il corso di questa XVI Legislatura, mi sono fatto più volte portavoce delle istanze provenienti dal territorio, ed ho ingaggiato una lotta quasi impari contro il CAS, il Consorzio per le Autostrade Siciliane, opponendo consistenti rilievi sulla sua condotta disastrosa e sulla sua inefficienza, e instaurando un dialogo costante con l’ex Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli attraverso innumerevoli e copiose interrogazioni, ed anche all’attuale Ministro Passera ho mosso critiche ed avanzato perplessità con lo scopo precipuo di dare un significativo impulso volto al miglioramento dello status quo, ma soprattutto a garantire la messa in sicurezza delle nostre autostrade tristemente note ed ormai ribattezzate “strade della morte”.
Di seguito la lettera dell’On. Nizzi e ringraziandolo per le sue parole, rispondo a Lui ed a tutti gli organi di stampa siciliani, allegando il testo, con preghiera di pubblicazione nei limiti del consentito, di tutti gli atti parlamentari da me presentati e depositati, le lettere ufficiali che ho inviato ai Ministri competenti, ai vertici dell’Anas ed alla dirigenza del Consorzio per le Autostrade Siciliane unitamente ai comunicati ed alle informazioni da me diramate aventi ad oggetto gli interventi di adeguamento e miglioramento di strade ed autostrade siciliane….
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Caro Nino,
Ho pensato alcuni giorni prima di scriverti delle mie sensazioni sulla mia bellissima ed entusiasmante esperienza per un viaggio, seppur breve, nella tua amata Sicilia.
Da isolano come te, mi sono da subito trovato a mio agio dal punto di vista ambientale, non appena atterrato all'aeroporto di Catania.
Ho immediatamente riconosciuto gli stessi odori e colori dell'estate mediterranea, che fanno parte del bagaglio di conoscenze da me assimilate e che si sommano a quelle trasmessemi, come bagaglio culturale, dal popolo al quale appartengo: quello Sardo.
Dopo aver preso una piccola auto a noleggio, mi sono avviato verso la prima meta del mio viaggio:Taormina, incantevole località abbarbicata sulla inaccessibile costa siciliana, ho poi visitato la bellissima Catania, Siracusa con il suo centro storico ed i resti del teatro greco e l'orecchio di Dionisio, Ragusa e Noto con le loro stupende cattedrali, ma ciò che più mi ha entusiasmato è stata la visita al fumante vulcano dell'Etna.
Mi ha impressionato positivamente l'organizzazione turistica della zona, la gentilezza e disponibilità della gente e soprattutto l'ottima cucina siciliana.
Sarebbe stato un viaggio con voto da 10 e lode, se non fosse che ho trovato anacronistico, scadente, insicuro il servizio autostradale. In particolare mi dispiace aver rilevato la tanta sporcizia e la mancata manutenzione ordinaria del tracciato autostradale della A18 tra Messina e Catania, erba alta e secca, potenzialmente e facilmente incendiabile , rifiuti nelle cunette , gardarail non a norma, caselli fatiscenti che obbligano l'utente a premere un inaccessibile pomello per ritirare il ticket d'ingresso autostradale, nel casello tra Taormina e Messina mancava anche il supporto in plastica, personale del casello costretto a ricevere i soldi in mano, per assenza di un idoneo supporto adatto a ricevere i denari, manto stradale dissestato e disseminato di buche; il tutto in una strada con percorrenza soggetta a pedaggio!!
Vedi caro Nino, pur non conoscendo nei dettagli i termini della convenzione attraverso la quale è stata assegnata questa importante arteria stradale, ma per la quale avremo modo di approfondire presso il Ministero competente, a mio modesto parere questo è uno dei casi in cui andrebbe sicuramente revocata in danno, alla società titolare, la convenzione con ANAS per carenza dei minimi parametri di sicurezza.
Un caro saluto ed un abbraccio
Settimo Nizzi
mmi sà che questa lettera è copiata da qualche giornale, uscito in edicola qualche anno fa, la campagna elettorale inizia tra qualche giorno
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