Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

UNA PIANTA VELENOSA CURA IL CANCRO ALLA PROSTATA MA UCCIDE I CAMMELLI


Una pianta velenosa del Gargano diffusa nella nostra macchia mediterranea, capace di uccidere i cammelli, cura il cancro alla prostata. Il principio attivo può essere utilizzato per dimezzare le dimensioni del carcinoma prostatico in solo un mese. Lo rileva uno studio americano pubblicato su Science Translational Medicine.

Lecce, 12 luglio 2012 - Buone notizie per gli ammalati di tumore alla prostrata. Una pianta può dimezzare le dimensioni del carcinoma prostatico addirittura in un solo un mese. Lo rileva uno studio condotto dal Johns Hopkins Kimmel Cancer Center e pubblicata su Science Translational Medicine condotto insieme ai colleghi dell’Università del Wisconsin e del Texas-San Antonio. La pianta è' la Thapsia garganica o anche firrastrina comune, finora nota perché contenente una sostanza in grado di uccidere gli animali che provavano a mangiarla. Un’erbacea primitiva del Gargano, appunto: piuttosto velenosa, tanto che nell’antica Grecia era nota per essere tossica, così come nei paesi arabi, dover era conosciuta come la “carota della morte” capace di uccidere i cammelli che la mangiavano.

Un test ha evidenziato che lo stesso principio attivo può essere utilizzato per dimezzare le dimensioni del carcinoma prostatico in solo un mese.

In particolare è un particolare composto presente all’interno della pianta ad essere stato utilizzato per creare un nuovo farmaco (siglato G202): si tratta della tapsigargina, inibitore degli enzimi della classe ATPasi, e che usato come principio attivo può ridurre il carcinoma prostatico in media del 50% in 30 giorni. L’esperimento è consistito nel disassemblare la tapsigargina e modificandola chimicamente in modo da poter essere usata contro le cellule malate, in questo modo il principio attivo può essere iniettato e può viaggiare nel flusso sanguigno senza danneggiare i vasi e i tessuti sani. Quando G202 arriva al sito del tumore, una proteina rilasciata da questo sgancia la sicura e così il farmaco è libero di agire sia sul cancro stesso che sui vasi sanguigni che lo servono

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” l’importante scoperta vuol dire surclassare molti dei farmaci oggi usati contro la patologia. In questo modo il farmaco, sarebbe efficace anche su modelli animali di tumori umani come quello al seno, ai reni, alla vescica.

In più per le sue caratteristiche di azione, il farmaco sembrerebbe immune allo sviluppo di resistenza.

Giovanni D’AGATA

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