Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

D'ALIA, CROCETTA E FINI: IL SANTO È SULLA VARA IN TUTTI I SENSI

Messina, 22/08/2012 – Da queste parti per dire che il momento è solenne, delicato e non consente distrazioni si dice che “il santo è sulla vara”, in piena processione. E nel caso che segue è letteralmente sulla vara, per più motivi. L'on. Gianpiero D'Alia, presidente dei senatori e segretario regionale siciliano dell'UDC di Casini è impegnato a fare 'luce' su di una vicenda che vede coinvolta la Procura della Repubblica di Messina perchè, come si augura D'Alia, “possa fare piena chiarezza sulle minacce che i ragazzi di 'Addiopizzo' hanno ricevuto a ridosso della festa piu' rappresentativa per la citta' di Messina: la processione della Vara” (appunto!, ndr).

D'Alia, avendo appreso che alcuni componenti di 'Addiopizzo' Messina sono stati insultati e minacciati per avere distribuito, durante la processione della "Vara", un volantino con la scritta "Maria libera Messina dal pizzo e dalla mafia" esprime solidarietà e confida nella Procura di Messina.

L'altro momento solenne e delicato riguarda l'intesa tra l'Udc e il PD nell'appoggio al candidato alla presidenza della Regione Siciliana Rosario Crocetta, i cui ultimi dettagli sembra che siano in dirittura d'arrivo. Proprio ieri a Castel di Tusa (Me), nell'Atelier d'Arte sul Mare di Antonio Presti, dove l'on. Rosario Crocetta ha eletto il suo quartiere generale, l'ex sindaco di Gela e il presidente dei senatori UDC sono rimasti a colazione (di lavoro) per un paio d'ore ad affinare i dettagli de piano elettorale (molto probabilmente), presente pure il segretario regionale del Pd, Salvatore Lupo. Sull'accordo vero e proprio al momento sono stati apposti i lucchetti.

Ma il 'santo è sulla vara' pure per il partito di Gianfranco Fini, che nei giorni scorsi si era espresso per voce del vicepresidente di FLI, Italo Bocchino, parlando di "esperimento interessante". Lo stesso candidato alla presidenza della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, lunedì 20 agosto aveva detto, a Gioiosa Marea, di essersi sentito quella stessa mattina col presidente Fini e di essersi trovati d'accordo su molti punti e in definitiva sul da farsi (assieme?).

Sembra però che dello stesso avviso non sia il coordinatore siciliano Carmelo Briguglio. Anzi, da quanto dichiarato ieri dallo stesso Briguglio si direbbe che l'intesa tra FLI e Crocetta debba considerarsi del tutto improbabile, cestinata. Ma in politica non si sa mai...

“Il Pd con i suoi dilettanteschi anatemi - ha dichiarato Briguglio - ha allestito una gioiosa quanto perdente macchina da guerra, la cui prima vittima sarà proprio Crocetta. Ci ripensino...”.

In realtà sembrerebbe che Futuro e libertà abbia sempre in programma di appoggiare la candidatura di Fabio Granata per non dovere essere costretti in seguito ad appoggiare Nello Musumeci, ex sottosegretario de La Destra di Storace, l'uomo che ha abbandonato sbattendo la porta il partito di Gianfranco Fini ma che proprio per questo potrebbe attrarre l'interesse di chi si riconosce ancora nei fasti del MSI, prima di Berlusconi e dopo Almirante.

d.m.c.

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